MUTUI: UNA 'TORTA' DA 255 MILIARDI DI EURO (2)
Nel nostro paese si registra un
un lieve 'allentamento' dei prestiti alle famiglie,
principlamente per effetto della pressione della
concorrenza.
Piu' in generale, gli istituti di credito hanno rilevato una
forte flessione della domanda di finanziamento da parte delle
famiglie, sia nell'ultimo trimestre del 2007, che nel primo
del 2008.
E ancora sui mutui a inizio anno Draghi affermava
che ''l'acquisto delle abitazioni rappresenta per gran parte
dei cittadini l'investimento piu' importante della vita, ma
che ''la possbilita' di accesso ad un finanziamento e' spesso
la condizione necessaria'' per poterlo realizzare.
A causa
della crisi determinata sui mercati finanziari dai mutui
subprime, tra luglio e dicembre 2007 i tassi sui mutui
indicizzati ai rendimenti dei depositi interbancari, erano
cresciuti di circa 30 punti base.
Di conseguenza e' cresciuto
l'onere per le famiglie che avevano sottoscritto questo tipo
di mutuo.
Sui mutuatari inoltre gravano anche altri 'balzelli': le
imposte, i premi di assicurazione, le commissioni, gli
onorari e le spese notarili, i compensi per i periti, che
diventano in proporzione molto onerosi per i mutui di importo
contenuto.
Per tutto questo Draghi aveva invocato una ''maggiore
trasparenza'', e migliori informazioni ai clienti.
Il mutuo,
in sostanza, e' bene sceglierlo in base a quelle che sono le
''caratteristiche della famiglia''.
E auspicava la
'rinegoziazione' del mutuo, attraverso le misure introdotte
dal governo precedente, in particoalre con il decreto Bersani
sulla portabilita', che poteva rappresentare un ampliamento
delle opzioni a disposizione del cliente, e un allargamento
della concorrenza.Gia' nei primi nove mesi del 2007 erano 42
mila i clienti che hanno rinegoziato tassi, spread e durata
dei mutui sottoscritti negli anni precedenti.
E' aumentato
anche il numero delle estinzioni anticipate.
L'accordo di
ieri andra' calibrato caso per caso per i sottoscrittori dei
mutui.
Non sara' indifferente se mancano cioe' cinque o sette
anni, all'estinzione di un mutuo, o se di anni ce ne vorranno
ancora quindici o venti.
I mercati sono per definizione
aleatori e i tassi di interesse legati al ciclo economico e
alla politica monetaria.
Scorrendo il livello dei mutui a
tasso variabile e fisso con applicazione dal primo gennaio al
31 marzo 2008, si nota pero' che il livello dei primi e' del
5,75% e quello dei secondi del 6,08%.
Ma se si guarda ai
tassi in vigore nel primo trimestre 2007 si nota che il
livello del fisso e del variabile era piu' o meno sulla
stessa posizione: 5,998% contro 5,107%.
A ottobre/dicembre
2006 il tasso fisso misurava il 5,71% e quello variabile il
4,77%.
Sei mesi prima i tassi erano rispattivamente al 5,30%
e al 4,42%.
Per trovare tassi di interesse al di sotto del 4%
bisogna risalire all'ultimo trimestre del 2004, con un fisso
al 5,43% e un variabile al 3,84%.
Questa misura del governo
d'intesa con l'Abi arriva inoltre quando gia' un po' tutte
le banche avevano messo a punto le diverse offerte per
consentire ai clienti di cambiare tipo di tasso.
I prodotti
pubblicizzati sui media hanno infatti qualche caratteristica
differente da banca a banca ma il duplice obiettivo di
allargare la propria quota di mercato e cercare di evitare la
fuga dei propri clienti con operazioni di portabilita'.
ram/mcc/rob