FISCO/PREMI: SACCONI, DOPO 6 MESI POTREMO ESTENDERE SGRAVI A P.A.
Dopo i 6 mesi di prova per gli sgravi
l'esperimento al Pubblico Impiego, sapendo pero' che il
datore di lavoro pubblico dispone di premi e straordinari in
forme che non sono efficienti''.
E' quanto ha affermato il
ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenendo alla
trasmissione 'Porta a porta'.
Sacconi ha poi sottolineato che ''esiste il problema delle
forze di polizia, in particolare di coloro che sono esposti a
servizi frontali.
La questione - ha spiegato - e' come
migliorare il trattamento degli straordinari perche' al
momento sono pagati poco''.
Il ministro ha riferito che i potenziali beneficiari della
detassazione di premi e straordinari sono ''13 milioni di
contribuenti'' che oltre al vantaggio di pagare solo una
cedolare secca del 10% sulle parti variabili del salario
legate alla produttivita' e sulle ore extra ''avranno un
ulteriore alleggerimento fiscale per il fatto che tali
redditi non sono sottoposti neanche alle addizionali Irpef
locali''.
Le misure varate ieri dal consiglio dei Ministri, ha
ancora detto il ministro del Welfare ''sono un primo passo
verso un'economia piu' competitiva e una societa' capace di
distribuire i frutti dello sviluppo.
Vogliamo ora vedere se
l'opposizione condividera' il principio del salario non
uguale per tutti e che premia la meritocrazia''.
Il ministro ombra del Welfare, Enrico Letta, ha ribadito
il ''giudizio sospeso'' del Pd.
''Bisogna prima avere i testi
e studiarli nel dettaglio, proprio perche' abbiamo detto che
faremo una opposizione sui contenuti.
Il giudizio sugli
interventi e' comunque diverso a seconda che essi siano le
uniche misure di settore previste o siano invece l'inizio di
una serie di misure.
Ad esempio, se gli sgravi si limitano
agli straordinari, allora l'intervento e' deludente, e non e'
una terapia shock.
Se invece quello e' solo l'inizio per
altri interventi sulla produttivita', per promuovere
l'occupazione femminile, per il Sud, allora puo' andare
bene''.
Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha
rimarcato una valutazione positiva da parte della sua
confederazione.
''Noi riteniamo che la produttivita' e la
flessibilita' debbano essere pagate.
Riteniamo piuttosto - ha
spiegato - che ci siano problemi, superabilissimi, riferiti
al fatto che spesso gli imprenditori hanno un atteggiamento
paternalistico che non premia il merito''.
lsa/mcc/rob