EMITTENZA: SU TV SI INFRANGE DIALOGO MAGGIORANZA-OPPOSIZIONI (IL PUNTO)
E' muro contro muro a Montecitorio
del decreto dell'8 aprile del 2008 n.59 con disposizioni
urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e Pd, Idv e
Udc vi si oppongono, con il primo, duro ostruzionismo di
questa legislatura, chiedendo il ritiro degli emendamenti che
a parere unanime dell'opposizione sono stati inseriti per
aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea che
impone l'assegnazione delle frequenze di 'Rete 4' a
'Europa7'.
Le prime 'prove' di volonta' di dialogo, proposte dal
leader del Pd Walter Veltroni e che avevano trovato
accoglienza anche nel discorso programmatico alle Camere di
Silvio Berlusconi per la fiducia al nuovo governo, si
scontrano sul terreno di merito dei primi atti
dell'esecutivo.
Il centro del confronto tra maggioranza e opposizione
torna a essere il settore televisivo e il conflitto
d'interessi, cosi' come lo era stato durante i precedenti
governi guidati dal 'patron' di Mediaset, complici le
scadenze legislative e istituzionali.
Nella prima decade di giugno e' atteso l'insediamento
della Commissione di Vigilanza sulla Rai e si e' aperta gia'
la battaglia su chi la presiedera'.
Nella prassi la
designazione e' appannaggio delle opposizioni.
Niente da
dire, si ribatte nella maggioranza, se non fosse che il
candidato, Leoluca Orlando, e' un esponente di spicco di
quell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, strenuo
difensore del 'pierino' dell'emittenza pubblica e campione
anch'esso dell'antiberlusconismo, Marco Travaglio.
Nuvole nere tra maggioranza e opposizione anche sul
rinnovo del Cda della Rai.
Alle reiterate sollecitazioni del
Pd a trasformarlo in una prima occasione di gestione
bipartisan sul generale terreno della riscrittura delle
regole del gioco, Pdl e Lega non hanno mostrato finora
possibilita' di aperture per modificare le norme stabilite
dalla legge Gasparri sulla 'governance' di Viale Mazzini.
Cer/mcc/lv