EMITTENZA:LE CONTESTAZIONI DELL'OPPOSIZIONE, COSI' TORNIAMO ALLA MAMMI'
Pd, Idv e Udc, impegnati per la prima
comunitari in discussione a Montecitorio il governo
Berlusconi abbia inserito all'ultimo momento degli
emendamenti 'salva-Rete4'.
Modifiche cioe' che tenderebbero a
mettere al riparo l'emittente di Mediaset dagli effetti della
procedura d'infrazione della Commissione europea, avviata a
seguito della sentenza della Corte di Giustizia del
Lussemburgo a favore del trasferimento delle frequenze
terrestri a Europa7.
Le contestazioni dell'opposizione puntano il dito su
diversi commi dell'emendamento sotto accusa che tenderebbero
a un unico risultato: mantenere le frequenze a Rete4 anche
nel passaggio al digitale terrestre.
Vediamole nel
particolare.
L'ultimo periodo del comma 1 dell'emendamento prevede che le
licenze individuali siano modificate, su iniziativa del
Ministero delle Attivita' Produttive, allineandole alle
disposizioni dell'articolo dedicato al regime di
autorizzazione generale.
Per l'opposizione deve essere specificato che non si
tratta di modifica ma di '' conversione '', cosi' da
garantire che il contenuto del titolo attuale (licenza) non
venga modificato arbitrariamente nel passaggio
all'''autorizzazione''.
Inoltre si ritiene necessario che la
conversione sia fatta non ''nel rispetto delle disposizioni
del presente articolo'', ma ''nel rispetto della normativa
comunitaria e fatti salvi gli effetti della sentenza della
Corte di giustizia del 31 gennaio 2008''.
Questo inciso e'
volto a impedire che il combinato disposto dei commi 1 e 2
possa determinare un effetto di sopravvenienza rispetto
all'oggetto del giudizio del Consiglio di Stato sul caso
Europa 7.
I commi 3, 4 e 5, facendo riferimento all'attuazione del
piano di assegnazione delle frequenze in tecnica digitale
dovrebbero disciplinare, diversamente dal testo proposto,
anche il rilascio delle frequenze attualmente usate per le
trasmissioni analogiche nel passaggio al digitale nel
rispetto del diritto comunitario, cosi' da sanare parte della
procedura di infrazione.
Il secondo inciso del comma 2 e' a giudizio dei tecnici
dei partiti d'opposizione un nuovo generale assentimento, che
consente agli operatori di mantenere tutte le risorse
frequenziali utilizzate per l'analogico, in contrasto con la
procedura di infrazione.
Per le procedure di assegnazione indicate al comma 4, il
riferimento alla delibera Agcom n.
603/07/CONS e' improprio e
andrebbe eliminato.
In sostanza la norma cosi' come e'
scritta tende a far partecipare all'assegnazione delle
frequenze le emittenti interessate.
La disposizione relativa al programma di attuazione del
piano nazionale di assegnazione delle frequenze digitali, che
viene definito con un decreto ministeriale ''non avente
natura regolamentare'' d'intesa con l'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni (quando le attuali norme
affidano l'attuazione dei piani all'Autorita'), comporta
numerosi aspetti critici.
Andrebbe comunque inserito a parere delle opposizioni che
nell'ambito delle proprie competenze devono essere sempre
applicati criteri obiettivi, trasparenti, proporzionati e non
discriminatori, fissati dal diritto comunitario e si deve
operare in ottemperanza alla sentenza della Corte di
giustizia del 31 gennaio 2008.
Cosi' com'e' formulato, inoltre, il comma lascia totale
discrezionalita' al ministero che e' quindi libero, ad
esempio, di non intervenire sulla restituzione delle
frequenze analogiche nel passaggio al digitale, in contrasto
con la procedura di infrazione.
L'assegnazione all'Autorita',
cioe' alla regolazione indipendente, della pianificazione
delle frequenze e' stata una scelta per sottrarre al governo
tale strumento essenziale per l'attuazione del pluralismo, in
questo modo si ritornerebbe, in sostanza, alla legge Mammi'.
In sostanza con l'emendamento all'esame, il governo si
appropria per legge di un compito regolatorio.
Cer/mcc/rob