UE: I PUNTI FORTI DELLA COMMISSIONE SUL TAGLIO DELLE EMISSIONI
Ridurre del 20% le emissioni di gas
energetico da fonti rinnovabili, includendo una quota del 10%
di biocarburanti per il settore dei trasporti.
Ruotano
attorno a questi tre obiettivi vincolanti le misure del
pacchetto energia che saranno presentate dalla Commissione
Europea.
Questi, in sintesi, i sei capitoli in cui si divide il
documento che dovra' passare al vaglio degli Stati membri e
del Parlamento europeo.
NUOVO SISTEMA SCAMBIO EMISSIONI.
Anche il settore del
trasporto aereo e gli impianti petrolchimici, dell'ammoniaca
e dell'alluminio saranno inclusi nel sistema di scambio di
emissioni (Ets), gia' previsto dal Protocollo di Kyoto.
Le
industrie europee, che hanno prodotto nel 2005 2.122 milioni
di tonnellate di C02, dovranno ridurle del 21% entro il
2020.
Il registro delle emissioni diventera' europeo e dal 2013 le
quote che danno diritto a inquinare saranno a pagamento: si
scambieranno a 39 euro per tonnellata per un giro d'affari
totale di 50 mld di euro l'anno per gli Stati nazionali.
Dopo
le pressioni delle lobby industriali e quelle interne alla
Commissione europea stessa, sono stati previsti sconti per le
grandi industrie divoratrici di energia (come acciaio,
alluminio e cemento) ed esposte alla concorrenza
internazionale.
QUOTE CALO C02.
Per i settori non inclusi nel sistema Ets,
ad ogni Stato membro sara' assegnata una quota differenziata
sulla base del Pil pro capite.
I paesi piu' poveri potranno
aumentare le emissioni rispetto al 2005.
Quelli piu' ricchi
dovranno fare lo sforzo maggiore, con un livello massimo del
20%.
Per l'Italia, il target dovrebbe essere attorno al 13%.
FONTI RINNOVABILI.
Nel 2005, il consumo energetico da
fonti pulite e' stato pari all'8,5%.
Per portarlo al 20% a
livello Ue, la direttiva prevede un obiettivo minimo del
5,75% per tutti i paesi membri, piu' una quota differenziata,
anche questa decisa sulla base del Pil pro capite.
Il target
di rinnovabili di ogni paese include il 10% di biocarburanti
nei trasporti.
Per l'Italia, l'obiettivo probabile e' attorno
al 17%.
AIUTI DI STATO.
Saranno considerati ''giustificati'' gli
aiuti pubblici stanziati per sviluppare le energie pulite.
Gli aiuti dovranno servire per sostenere investimenti e
compensare il gap tra costi di produzione e prezzi di
mercato.
La normativa contempla anche la possibilita' di
concedere deroghe fiscali fino a 10 anni.
Bocciata invece
l'ipotesi francese di imporre una tassa C02 ai prodotti
industriali importati dai paesi che non hanno obblighi di
riduzione dei gas.
CATTURA E STOCCAGGIO C02.
Il documento propone un quadro
giuridico per la cattura e lo stoccaggio sotterraneo
dell'anidride carbonica.
La Commissione Ue propone di
finanziarie la creazione di 12 impianti a livello europeo, di
cui uno dovrebbe essere localizzato in Italia, a Porto
Marghera.
COSTI.
L'insieme delle misure costeranno alla Ue lo 0,5%
del Pil europeo, pari a circa 60 miliardi di euro.
Ma la
Commissione Ue insiste sui benefici del pacchetto: la Ue
sarebbe in grado di ridurre di 50 miliardi di euro per anno
la sua fattura per le importazioni di gas e di petrolio.
Non
fare nulla potrebbe costare fino al 20% del Pil.
Bruxelles
spera di approvare le misure entro il 2008.
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