GOVERNO: IN ATTESA DEL VOTO DEL SENATO
Non ci sono subordinate (per ora)
Walter Veltroni, taglia corto all'assemblea dei parlamentari
del suo partito e non prende in considerazione quello che
tutti gli osservatori sussurrano: l'ipotesi di un governo per
il dopo Prodi con l'incarico di modificare la legge
elettorale.
Dal centrodestra le voci sono (quasi) unanimi: alle urne,
senza neppure cambiare gli aspetti piu' sconvenienti del
''porcellum''.
Sulla esigenza, a parole condivisa, di
stabilizzare il sistema, prevale l'odore del sangue
dell'avversario, che si vorrebbe ormai per pronto al
sacrificio.
Solo Casini manda timidi segnali ma, presto, si
''parra' la sua nobilitate'' e dovra' far sapere se vorra'
giungere sino al sostegno ad un governo istituzionale pur di
cambiare il sistema politico.
Perche' in gioco, accanto alla
contesa destra-sinistra c'e' proprio questo: tenere o meno i
referendum elettorali? E' inevitabile che una parte dei
calcoli dei partiti minori vertano proprio su questo: quale
il male minore tra referendum ed elezioni anticipate? Il tema
del governo istituzionale appare, per altro, indebolito anche
dalla convizione di componenti della ''Cosa rossa'', come
Diliberto e Ferrero, che non vi sia spazio per una
collaborazione tra centrodestra e centrosinistra.
Sullo sfondo, silente ma non certo disattento il
Quirinale, che attende di sapere se lo scenario, molto
probabilmente, sara' quello di un Parlamento diviso: fiducia
alla Camera per Prodi, sfiducia al Senato.
Una situazione che
potrebbe far propendere per la ricerca di una striscia grigia
che permetta di far proseguire, sia pure brevemente, la
legislatura.
Una ipotesi che vedrebbe contrario Prodi che,
secondo varie fonti sarebbe orientato, invece, in caso di
sconfitta, ad un puro ricorso alle urne e, forse, alla
riedizione del derby che lo vide protagonista con Berlusconi
nel 1996 e nel 2006.
''In questo momento - ha detto ancora il segretario del Pd
- la cosa peggiore che si potrebbe fare e' precipitare il
Paese in una crisi di governo e verso elezioni anticipate,
tanto piu' fatte con una legge contro la quale molti di
quelli vogliono elezioni anticipate hanno raccolto le firme
per fare un referendum abrogativo''.
Una diversita' di
accenti evidente tra presidente e segretario del Pd.
Per intanto si aspetta il voto del Senato giovedi' sera:
ed eventualmente Casini.
Gas/mcc/rob