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GOVERNO: BERLUSCONI E FINI CHIEDONO ELEZIONI, ANCHE CASINI MA PIU' CAUTO

Il centrodestra si ritrova insieme Berlusconi, Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini si avvertivano gia' da diversi giorni, dopo le polemiche, anche feroci, degli ultimi tempi.
Ma e' stato con l'uscita dal governo di Clemente Mastella che i leader dell'opposizione sembrano essersi ritrovati.
Certo, quando si tocca l'argomento elezioni anticipate le divisioni sembrano tornare ma le posizioni fra i tre leader sono meno distanti di quello che sembrano.
Berlusconi e Fini sono infatti concordi nel ritenere che l'unica soluzione all'attuale stato di cose - che vedra' Prodi andare domani al voto di fiducia alla Camera e dopodomani al Senato - e' andare alle urne, anche con la legge elettorale vigente.
Addirittura per il presidente di An oggi Prodi, con il tono delle sue comunicazioni alla Camera, ha di fatto aperto la campagna elettorale.
Differente la posizione del leader dell'Udc che ritiene necessario, a questo punto, andare ad un governo di responsabilita' nazionale.
Ma tanta differenza con gli (non piu' ex?) alleati non deve poi esserci se Casini, mentre parla di un governo di responsabilita' nazionale, lascia intendere che ci si puo' arrivare anche dopo il voto.
Anche perche', per il leader dell'Udc, il passo oggi necessario che deve stare a monte di tutto sono le dimissioni del premier e l'apertura formale della crisi.
Riguardo la possibilita' che a guidare la formazione del centrodestra nel caso di elezioni sia poi ancora una volta Berlusconi, al ''mi pare ovvio'' di Fini risponde il ''ogni cosa a suo tempo'' di Casini. Netta invece la bocciatura da parte di Berlusconi e Fini alla proposta lanciata da Casini.
''Nessuna possibilita', nessun margine per un governo di responsabilita' nazionale'', dicono. L'ex premier dal canto suo, assicurando che quando il centrodestra tornera' al governo non commettera' l'errore di non coinvolgere l'opposizione nelle scelte importanti per il Paese, afferma che ''non ci sono problemi'' per un eventuale ingresso di Mastella nel Popolo delle Liberta'. Infine la questione senatori a vita, che torna di attualita' in vista del voto di fiducia giovedi' al Senato. Fini non ha dubbi sul fatto che, dice quasi tirando per la giacca il Presidente della Repubblica, Napolitano non dimentichera' quando lo scorso anno, rinviando Prodi alle Camere dopo la 'caduta' in politica estera, affermo' la necessita' di raggiungere al Senato, nel voto di fiducia, la necessaria maggioranza politica.
Berlusconi invita invece i senatori a vita a non ''macchiarsi'' la reputazione.
''Non credo che i senatori a vita - dice l'ex premier - si vorranno macchiare di qualcosa che e' cosi' contrario al sentimento popolare''. fdv/gas/ss