INFLAZIONE: CONFESERCENTI, CON BENI ALTA FREQUENZA SI RISCHIA CONFUSIONE
''La new entry dell'Istat sul
una selezione su poche voci e non cosi' eterogenee fra di
loro, si rischia semmai nuova confusione'' E' quanto
sottolinea la Confesercenti commentando in una nota
l'introduzione della rilevazione Istat dei beni ad alta
frequenza d'acquisto.
''I dati che emergono - prosegue la Confesercenti - invece
danno torto a quei paladini votati all'esaltazione acritica
della grande distribuzione: la stessa che controlla gran
parte del mercato degli alimentari con esiti inflazionistici
che sono sotto gli occhi di tutti; la stessa che secondo
l'Antitrust pratica sui prodotti ortofrutticoli prezzi piu'
alti dei mercati rionali e degli ambulanti, come predichiamo
nel vuoto da anni''.
''Sarebbe il caso - conclude la nota - di cominciare a
mettere qualche stop all'avanzata della grande distribuzione
e di smetterla di imputare ai piccoli esercizi
responsabilita' che non sono loro.
Anche perche' alle tante prediche fanno riscontro ben altri
fatti come testimonia il peso su famiglie ed imprese degli
aumenti delle tariffe locali (9,5% all'anno), dell'acqua
(5,3%), dei trasporti (5,8%)''.
fgl/lus/bra