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GERUSALEMME: SABBAH, MEGLIO UNA CITTA' UNITA CHE DIVISA

''Gerusalemme unita o divisa? Si sicuro che cadranno tutte le barriere''.
Lo afferma il patriarca di Gerusalemme, Michel Sabbah, soffermandosi, in un convegno a Venezia, sulla prospettiva di uno statuto speciale per la ''citta' santa''. ''In questi giorni si parla e si scrive insistentemente dell'ipotesi che Gerusalemme resti una citta' divisa, con gli israeliani da una parte ed i palestinesi dall'altra.
Ma - osserva il patriarca - non si danno ulteriori definizioni''. Meglio, secondo Sabbah, una citta' unita. ''Gerusalemme, essendo una citta' santa, deve essere tale per tutta l'umanita', non solo per noi che viviamo a Gerusalemme. E' una citta' che ci appartiene e appartiene all'umanita'''. Secondo il patriarca, ''Gerusalemme deve essere sempre libera per accogliere tutta l'umanita', che sia amica o nemica.
In caso di guerra, qualunque governo chiude la capitale ai nemici e la apre agli amici.
Oggi Gerusalemme e' aperta a tutto il mondo, ma e' chiusa ai palestinesi che devono avere il permesso militare per attraversarla.
E' chiusa per tutti gli arabi, cristiani e musulmani, che devono avere un visto''.
Una citta' santa, dunque, non puo' che essere aperta e tutti i suoi cittadini ''debbono essere uguali, cioe' avere gli stessi diritti e gli stessi doveri; nessuno puo' essere sottomesso all'altro, tanto meno per motivi religiosi''.
Lo statuto speciale sara' il risultati, secondo Sabbah, dell'azione sinergica di israeliani e palestinesi, ma ''dovra' avere garanzie internazionali, per non lasciare l'avvenire della citta' nelle mani delle autorita' locali''.
fdm/sam/ss