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ELEZIONI: FINI, CANDIDARE PERSONE AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

''Non sono un giustizialista ma credo sospetto''.
Cosi' Gianfranco Fini, dagli studi televisivi di Unomattina, interviene nella questione, rilanciata ieri da Forza Italia, se candidare o meno i cittadini condannati dai tribunali. Fini spiega innanzitutto che la legge ''e' esplicita nel dire chi ha diritto o meno di essere candidato.
Se uno viene condannato per un reato particolarmente grave perde i diritti civili e non puo' essere ne' elettore ne' eletto''.
I partiti quindi, spiega il presidente di An, ''devono valutare l'opportunita' o meno di candidare persone che hanno dei problemi con la giustizia.
E per problemi - rileva Fini - non intendo l'essere indagati o meno, puo' capitare a tutti e poi magari essere prosciolti, ma avere condanne di primo grado, che magari in appello saranno annullate'' ma ''di fronte alle quali un partito deve dire che forse non e' opportuno che ci sia questo candidato''.
Per Fini il rischio dell'errore giudiziario c'e' sempre e ''bisogna quindi pensarci tre volte prima di scagliare la pietra.
Al tempo stesso - conclude - si deve evitare di dare l'impressione agli elettori che il Parlamento sia un refugium peccatorum''. fdv/sam/rob