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ALITALIA: WSJ, RITIRO AIR FRANCE ALZA POSTA IN GIOCO PER BERLUSCONI

Il ritiro di Air France dalla premier Silvio Berlusconi, che per tutta la campagna elettorale ha cavalcato la ''soluzione italiana'' alla crisi dell'ex compagnia di bandiera, e ''va a vedere'' il bluff dei due principali oppositori dell'accordo: lo stesso Berlusconi ed i sindacati.
E' quanto sottolinea oggi il quotidiano Wall street Journal on line. Nonostante Berlusconi non abbia ancora di fatto in mano le redini del governo, osserva il quotidiano, spetta ora a lui trovare il bandolo della matassa e trovare subito una soluzione per Alitalia, che in assenza di una fusione con un'altra compagnia o di un sostanzioso aumento di capitale non e' in condizione di continuare ad essere operativa. Un eventuale collasso di Alitalia, con i suoi 18 mila dipendenti (tra personale di volo ed a terra) - si aggiunge - sarebbe ''un incubo politico'' per Berlusconi, ''assestando un duro colpo al sistema di trasporto del Paese e un forte danno alle sue industrie, a cominciare da quella del turismo''. Tornando a Berlusconi, si osserva, ''mentre nel corso della campagna elettorale aveva fatto del suo meglio per silurare l'accordo, il suo atteggiamento e' del tutto mutato non appena vinte le elezioni.
In una delle sue prime dichiarazioni dopo la vittoria ha detto di voler parlare con il presidente Sarkozy circa la possibilita' di una riapertura delle trattative.
Cosa che ora appare del tutto improbabile''.
Del resto ''le dozzine di investitori italiani interessati e disposti a formulare un'offerta per Alitalia'' rivendicate dal leader del Pdl durante la campagna elettorale ''non si sono tuttavia materializzate''. Dopo che l'Unione europea ha chiaramente detto che non permettera' ulteriori aiuti di Stato per Alitalia, ''la possibilita' di approntare un piano di salvataggio per la compagnia - osserva WSJ on line - appaiono per lo stesso Berlusconi limitate''. njb/rf/rob