MORTE MEREDITH: INCHIESTA CONCLUSA, INDAGINE ANCHE SU PARENTI SOLLECITO
L'inchiesta sull'omicidio della
studentessa inglese Meredith Kercher si e' conclusa con la
richiesta dei PM.
Giuliano Mignini e Manela Comodi, di poter
processare i tre indagati Raffaele Sollecito, Amanda Knox e
Rudy Guede, da 8 mesi reclusi, accusati di omicidio
volontario per futili motivi, violenza sessuale e simulazione
di reato in referimento alla rottura della finestra
dell'appartamento occupato dalla studentessa inglese e da
Amanda Knox e da due italiane, in Viale Sant'Antonio angolo
via della Pergola, a Perugia.
L'avviso di conclusione dell'inchiesta e' stato depositato
in cancelleria ed a due giorni da quell'atto, si e' appreso
che i pubblici ministeri hanno indagato anche i genitori e
sembra i parenti di Sollecito, per aver tentato di trovare
''strade e indicazioni'' (contattando anche alcuni
parlamentari) per provare l'innocenza del loro congiunto,
convinti dell'insussitenza degli indizi e quindi della non
colpevolezza del giovane laureato in informatica Raffaele, ex
fidanzatino della stutendessa americana Amanda Knox.
Sembra
che l'inchiesta sui parenti di Sollecito sia stata avviata
subito dopo la trasmissione da parte di Telenorba, del video
dei sopralluoghi che la ''scientifica'' aveva fatto nella
casa dell'omicidio ed in particolare nella camera della
giovane morta.
Anche la procura di Bari su questo si era mossa, poiche'
da alcune intercettazioni sarebbe emerso che per quel video,
era stato richiesto un pagamento.
I reati ipotizzati
sarebbero quelli di violazione della privacy (immagini
scabrose e di nudo del corpo della giovane morta),
pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento e
diffamazione.
Sembra che dalle intercettazioni, polizia e
magistratura avrebbero acquisito elementi di discredito sul
loro operato, perseguibili.
Intanto, sui quotidiani locali umbri, la vicenda
dell'omicidio di Meredit Kercher sta tornando in ''primo
piano'', in particolare dopo la conclusione delle indagini il
tutto contenuto in una dozzina di faldoni di documenti che la
procura ha messo a disposizione delle parti.
Le difese quindi
prenderanno nozione di tutto cio' che riguarda i loro
assistiti per uno studio, anche comparato, delle carte.
Leggeranno anche le dichiarazioni di un teste considerato
''chiave'' dagli inquirenti, quell'operaio albanese, H.K.
che
ha riferito alla polizia di aver visto tre persone il 31
ottobre verso le 18,30-19 (la sera prima dell'omicidio della
ragazza inglese, morta tra l'1 e il 2 novembre) di fronte
alla casa dell'omicidio.
Racconto' di aver visto due persone:
un ragazzo ed una ragazza (costei aveva un coltello in mano -
riferi' l'albanese alla polizia -) poi riconosciute dalle
foto sui giornali, per Amanda e Raffaele e piu' defilato
all'interno del recinto della casa, un giovane di colore,
riconosciuto come Rudy Guede che conosceva.
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