GIUSTIZIA: DAL '94 TUTTE LE CRITICHE BERLUSCONI AI GIUDICI (SERVIZIO)
Da quando e' entrato in politica, il
presidente del consiglio non ha mai lesinato le critiche alla
magistratura.
In alcuni casi, suscitando critiche e proteste
per l'atteggiamento troppo duro.
22 novembre 1994 - ''Complotto contro di me''.
Nel corso
della conferenza del g7 a Napoli sulla criminalita'
organizzata, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi
riceve un avviso di garanzia per corruzione in atti
giudiziari, legata alle pressioni del gruppo Fininvest sulla
guardia di Finanza.
Un mese dopo, si dimettera' dopo essere
stato a lungo interrogato dai pm milanesi.
Prima delle
dimissioni dichiara: ''Ho giurato sui miei cinque figli di
non averne mai saputo niente.
E quando uno e' sicuro del
fatto suo, sicuro d' avere la coscienza a posto, non puo'
temere niente.
Questo e' un complotto contro di me''.
31 maggio 1997 - Berlusconi presenta un dossier anti-pool
Berlusconi parla pubblicamente di ''particolari
agghiaccianti'' di cui sarebbe venuto a conoscenza, relativi
alla strategia del pool Manipulite a Milano.
Ha poi messo a
verbale soprattutto fatti di nessuna rilevanza penale.Nel suo
mirino c'e' innanzitutto Antonio Di Pietro, accusato di aver
indirizzato la sua azione giudiziaria in modo da favorire la
propria ambizione politica.
9 agosto 1998 - ''Pm come le br''.Silvio Berlusconi chiede
una riforma della giustizia condivisa col centrosinistra.
E
paragona alcuni pm alle Brigate rosse: ''Noi continuiamo a
mandare appelli a lanciare messaggi positivi agli uomini
della sinistra.
A loro diciamo: come anni fa vi siete saputi
distinguere da chi faceva la lotta armata per abbattere lo
Stato borghese, anche oggi dovete saper dividere la vostra
responsabilita' da chi fa la lotta contro l'opposizione con
le sentenze''.
2 novembre 2002 - ''Esiste una internazionale delle toghe
giacobine''.
Alla seconda nomina come presidente del
consiglio, Berlusconi approva la legge Cirami che con la
re-istituzione del legittimo sospetto blocca il processo
Sme.
''Non e' una legge ad personam'', dichiara il premier.
Che
attacca: ''C' e' un' internazionale giacobina che si batte
per veder attribuiti compiti politici alla magistratura''.
4 settembre 2003 - ''Mentalmente disturbati''.
Nella sua
villa di Porto Rotondo, Silvio Berlusconi rilascia una
intervista a due giornalisti inglesi dello Spectator:
''Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa,
perche' lo sono politicamente, e secondo sono matti
comunque.
Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi
avere delle turbe psichiche.
Se fanno quel lavoro e' perche'
sono antropologicamente diversi dal resto della razza
umana''.
28 aprile 2003 - ''Logica golpista''.
Duro scontro sulla
sentenza milanese di condanna di Cesare Previti (''in caso di
condanna definitiva sono pronto al carcere'', ha detto il
deputato) nel processo Imi-Sir/Lodo Mondadori ''Logica
golpista''.
In una lettera al quotidiano Il Foglio, Silvio
Berlusconi sostiene che bisogna ''fermare il grilletto del
ribaltone'' ripristinando l'immunita' perche' ''in una
democrazia liberale i magistrati politicizzati non possono
scegliersi, con una logica golpista, il governo che
preferiscono''.
Nello stesso periodo, Berlusconi aveva
accusato I giudici che ''non applicano le leggi'' di essere
responsabili dell'omicidio del piccolo Tommy, il bambino
rapito in provincia di Parma in quell'anno.
24 gennaio 2004 - ''Giudici fascisti''.
Silvio Berlusconi
critica duramente la magistratura durante il decennale di
Forza Italia.
A provocare le reazioni piu' dure il giudizio,
espresso dal premier: ''Il fascismo e' meno odioso di questa
giustizia togata''.
23 febbraio 2006 - ''Intervento indebito su Antonveneta''.
Durante l'inchiesta denominata Bancopoli, che porto' alle
dimissioni del presidente di Bankitalia Antonio Fazio, il
premier Berlusconi critica l'inchiesta: ''Qualcuno avra'
fatto qualcosa di illegale, c'e' stato un intervento
indebito, ma l'offerta era assolutamente regolare.
C'e' stato
un intervento indebito in fatti economici che ha portato una
nostra banca in mani straniere''.
27 marzo 2006 - ''Uno stato senza giudici pro sinistra''.
Sulla magistratura il premier non rinuncia all' invettiva.
Alla chiusura della campagna elettorale a Napoli esclama:
''Lo Stato che sogno e' quello in cui in cui i giudici non
devono garantire l' impunita' a chi sta dalla parte loro,
dalla parte rossa, dalla parte della sinistra che ne commette
di tutti i colori e la scampa sempre e comunque: ogni
riferimento alla Lega delle cooperative e agli intrecci
perversi fra cooperative rosse, giunte rosse e associazioni
criminali e' puramente voluto''.
Approfondimenti:
Forza Italia
Guardia di Finanza
Di Pietro
Il Governo Italiano
Banca d'Italia
Abi