FISCO: CGIA MESTRE, IN ITALIA PRESSIONE AL 50% PER COLPA DI SOMMERSO
La pressione fiscale in Italia
avrebbe raggiunto il 50%.
Lo sostiene l'ufficio studi della
Cgia di mestre, che arriva a questo risultato ''stornando''
dal Pil nazionale la quota relativa al sommerso economico.
Secondo gli esperti della Cgia, il dato reale della pressione
fiscale supera di circa 8 punti percentuali quello ufficiale
(nel 2006 era del 42,1%) che annualmente viene dichiarato
dall'Istat.
''E' bene essere chiari - precisa la Cgia - non
e' che l'Istat sbagli a fare i conti.
L'Istituto nazionale
non fa altro che applicare le disposizioni previste
dall'Eurostat (Istituto europeo di statistica) che stabilisce
che i sistemi di contabilita' nazionale di tutti i Paesi
dell'Unione devono includere nel conteggio del Pil Nazionale
anche l'economia non osservata.
Ovvero, il sommerso economico
che in Italia l'Istat ha stimato tra i 226,6 e i 249,9
miliardi di euro (ultimo dato disponibile riferito al
2006)''.
In buona sostanza il nostro Pil nazionale (che nel 2006 e'
stato pari a 1.479.981 milioni di euro) include anche la
cifra imputabile all'economia sommersa stimata annualmente
dall'Istat.
Ma chi evade, anche se partecipa alla produzione,
in realta' non paga nulla, fa notare Giuseppe Bortolussi,
segretario della CGIA di Mestre: ''I risultati dimostrano
che, chi in Italia e' conosciuto dal fisco, subisce un
prelievo fiscale ben superiore al dato statistico ufficiale.
Per questo e' assolutamente improrogabile una seria lotta
conto il lavoro nero e l'abusivismo.
Aumentando la platea dei
contribuenti potremo cosi' ridurre imposte e contributi a chi
oggi ne paga piu' del dovuto''.
Approfondimenti:
Istat
Eurostat