MEREDITH: DIFESA SOLLECITO, HA CHIARITO ALCUNI ASPETTI SU COMPUTER
Raffaele Sollecito e' stato
Gip Claudia Matteini per l'affidamento dell'incarico ai
periti, per un ulteriore esame dei computer, sia del
Sollecito che degli altri trovati nella casa dell'omicidio
(di Amanda Knox e la stessa Meredith).
Sollecito ha chiarito
alcune circostanze relative all'accensione del portatile che
aveva in uso di proprieta' della sorella.
In particolare ha
riferito che ''quello era un computer che non usava piu' da
luglio''.
Lo ha rivelato al termine dell'udienza l'avv.
Marco Brusco, uno dei difensori dello studente barese
indagato, in carcere dal 6 novembre dello scorso anno.
I
risultati degli accertamenti sui computer verranno presentati
nell'udienza fissata per il 5 aprile.
L'avv.
Brusco ha
spiegato che il computer di Sollecito ''era della sorella e
che gli era stato dato per gli studi - ha aggiunto il legale
-.
Sollecito, ha tenuto a precisare, che per l'accensione si
doveva fare una certa manovra, ma sono cose che immagino il
perito, gia' da solo sappia''.
Ad una domanda di un
giornalista che chiedeva se Sollecito fosse stato sempre
dinanzi al computer, Marco Brusco (assieme all'altro legale,
Luca Maori di Perugia difende il giovane di Giovinazzo) ha
risposto: ''Non si e' parlato di questo''.
E' stato chiesto
inoltre se fossero delusi perche' non c'era stato ''il faccia
a faccia con Amanda e Rudy'', e Brusco ha aggiunto: ''Non lo
so, oggi era solo per l'incarico; non abbiamo nessuna
comunicazione al riguardo; si potevano incontrare ma non e'
stato cosi', Raffaele ha constatato che Amanda e Rudy non
c'erano, ma non ha detto nulla''.
L'udienza e' durata, poco
meno di un'ora e Sollecito e' stato subito ricondotto in
carcere a Capanne.
Non hanno partecipato all'udienza quindi
ne' Amanda Knox, ne' Rudy Guede poiche' non era previsto
confronto, ma solo una udienza tecnica di assegnazione
dell'incarico ai periti per le analisi sui computer.
Le
posizioni dell'accusa e della difesa sull'attivita' del
computer rimangono differenti; Il PM Giuliano Mignini ed i
suoi tecnici sostengono che il computer portatile di
Sollecito (quello trovato nella sua abitazione) non ha avuto
attivita' nella notte del 1 novembre (e dunque lui non era in
casa come asserito dal giovane) mentre cosa completamente
diversa hanno sostenuto sia lo stesso studente, laureando in
informatica, che i periti di parte.
Loro confermano, che da
quel computer e' stato scaricato e visto un film.
Quindi gli
esperti dovranno clonare gli hard-disk per permettere uno
studio approfondito dei vari file.
red/sam/alf