FAMIGLIA: BAGNASCO, CHIESA RIBADISCE 'NO' A CUS E DIVORZIO BREVE
''Si'' alla famiglia fondata sul
che surrogano lo stato civile''.
Fermo ''no'', anche, al
cosiddetto ''divorzio breve''.
Nella sua prolusione al
Consiglio permanente della Cei, il presidente dei vescovi
italiani, card.
Angelo Bagnasco, e' tornato a parlare in
difesa della famiglia e a ribadire il reciso rifiuto della
Chiesa cattolica ad ogni iniziativa in materia di coppie di
fatto.
La comunita' ecclesiale italiana, ha spiega Bagnasco, e'
una ''Chiesa del si''', e lo e' anche quando ''si vede
costretta a dire, senza arroganze e con 'parresia', dei leali
no''.
Ad esempio, prosegue il cardinale, la Chiesa ''dice si'
alla famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una
donna''.
E per questo motivo ''si oppone alla
regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o
all'introduzione di registri che surrogano lo stato civile.
Non la muove - aggiunge - il moralismo, o peggio il desiderio
di infliggere pesi inutili o di frapporre ostacoli
gratuiti''.
''Conferendo diritti e privilegi alle persone conviventi -
articola la sua opposizione Bagnasco - apparentemente non si
tolgono diritti e privilegi ai coniugi, ma si sottrae di
fatto ai diritti e ai privilegi dei coniugi il motivo che e'
alla loro radice, ossia l'istituto matrimoniale che nessuno
puo' avere l'interesse a rendere inutile o pleonastico, o a
offuscare con iniziative, quali il divorzio breve, che
avrebbero la forza di incidere sulla mentalita' e il costume,
inducendo atteggiamenti di deresponsabilizzazione''.
Il presidente della Cei sottolinea anche con piacere, con
riferimento alla grande manifestazione per la famiglia che si
e' tenuta a Madrid lo scorso 30 dicembre, il ''significativo
riproporsi, al di la' dei confini nazionali, di iniziative
come il nostro Family Day''.
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