DIVORZIO: LETTERA TETTAMANZI, MOLTI SI SENTONO CRISTIANI DI SERIE B
Il 'sasso nello stagno' del card.
preparato con cura.
Sul sito di informazione
dell'arcidiocesi, ''Incroci', il nuovo opuscolo del
cardinale, dal titolo ''Il Signore e' vicino a chi ha il
cuore ferito'' e' presentato con grande rilievo, accompagnato
da una video-intervista allo stesso Tettamanzi, da servizi
radiofonici, da commenti di sacerdoti e fedeli separati:
segno che il capo della Chiesa milanese vuole in ogni modo
far arrivare a chi si trova nella ''fatica di vivere
assieme'' il messaggio che la Chiesa ''non lo guarda come un
estraneo che ha mancato a un patto'' ed e' consapevole che in
certi casi ''e' addirittura inevitabile'' decidere di
separarsi''.
Tettamanzi, nel suo opuscolo, afferma che ''la Chiesa sa
che in certi casi non solo e' lecito, ma addirittura
inevitabile prendere la decisione di una separazione: per
difendere la dignita' delle persone, evitare traumi piu'
profondi, custodire la grandezza del matrimonio''.
Il
cardinale si sofferma anche sul no alla comunione per chi
dopo la separazione o il divorzio avvia un'altra relazione:
un ''no' spesso percepito come crudele e ingiusto anche da
molti credenti.
Si tratta di un rifiuto che, pur
teologicamente giustificato, per Tettamanzi non e' un
giudizio ''sul valore affettivo e sulla qualita' della
relazione che unisce i divorziati risposati.
Il fatto che
spesso queste relazioni siano vissute con senso di
responsabilita' e con amore nella coppia e verso i figli e'
una realta' che non sfugge alla Chiesa e ai suoi pastori''.
Eppure, sullo stesso sito dell'arcidiocesi, un'intervista
a Biagio e Marina Savare', responsabili diocesani della
pastorale ai separati evidenzia come, proprio questi ultimi,
destinatari della lettera, malgrado la ''volonta' di spiegare
la norma e il desiderio di offrire percorsi nel cuore della
fede cristiana'', fatichino ''a non sentirsi credenti di
serie B''.
''Da parte di tutti - spiegano pero' i due - e' stato
espresso apprezzamento dell'iniziativa del Cardinale per la
volonta' di aprire un dialogo.
E' stato anche detto che
sarebbe importante capire da subito in che modo questo
dialogo potra' concretamente proseguire: il desiderio e' che
dopo la Lettera ci possa essere un seguito''.
Il testo del cardinale, spiega don Silvano Caccia, del
Servizio diocesano per la famiglia, ''non ha altri
riferimenti se non le linee tracciate dalla dottrina della
Chiesa, ma invita tutti alla edificazione di un contesto
comunitario e pastorale capace di stimolare e sostenere il
cammino di fede possibile anche per queste persone''.
La mano
tesa di Tettamanzi vuole essere un '' gesto che esemplare e
capace di promuovere un rinnovato impegno di tutti,
sacerdoti, religiosi, sposi, laici''.
asp/mcc/ss