BAGNASCO: POLITICI CATTOLICI SIANO COERENTI SU TEMI ETICAMENTE SENSIBILI
La Chiesa italiana non ha ''un
non ''asseconda'' sui temi ''moralmente piu' impegnativi''
una logica ''meramente politica''.
Cogliendo l'occasione del
60.esimo anniversario della Costituzione italiana, un testo
che ''specialmente nella sua prima parte, e' cosi'
antropologicamente significativo'', il card.
Angelo Bagnasco,
presidente dei vescovi italiani, risponde alle accuse di
ingerenza rivolte da piu' parti alla gerarchia ecclesiastica
italiana.
''Non possiamo - spiega Bagnasco nella sua prolusione al
Consiglio permanente della Cei - come Vescovi non rivolgerci
all'intera classe politica per esprimerle la nostra
considerazione e il nostro incoraggiamento'' e quindi,
aggiunge, ''nessuno si stupisca se diciamo una parola ai
politici di ispirazione cristiana, a coloro che tali sono e
cosi' si sono presentati al corpo elettorale, al quale devono
rispondere''.
In questo quadro, e' importante per il cardinale ricordare
come, ''sui temi moralmente piu' impegnativi'', sia
''chiaramente inadeguato assecondare nelle decisioni una
logica meramente politica, ossequiente cioe' le strategie o
le convenienze dei singoli partiti''.
Se da una parte e' vero, come scritto da Giovanni Paolo II
nell'enciclica ''Evangelium Vitae'', che e' possibile dare un
''voto positivo a provvedimenti, anche su materie critiche,
volti ''a limitare i danni di una legge e a diminuirne gli
effetti negativi sul piano della cultura e della moralita'
pubblica'', dall'altra Bagnasco ricorda che ''questo non e'
il caso invocabile allorche' un provvedimento legislativo e'
ancora tutto da allestire o viene presentato al Parlamento''.
''In un simile contesto - spiega Bagnasco - quando cioe' si
tratta di avviare proposte legislative che vanno in senso
contrario all'antropologia razionale cristiana, i cattolici
non possono in coscienza concorrervi.
Non c'e' chi non veda
infatti che una cosa e' operare perche' un male si riduca,
altra cosa e' acconsentire, in partenza, che leggi
intrinsecamente inique vengano iscritte in un ordinamento''.
No, quindi, all'assenso da parte di politici cristiani a
provvedimenti legislativi contrari al Magistero cattolico che
siano ancora in discussione o in elaborazione.
Secondo il cardinale, ''non si tratta, qui, di
un'imposizione esterna, ma di una scelta da operare
liberamente in una coscienza gia' convenientemente formata.
Il voto di coscienza, in realta', e' una risorsa a esclusivo
servizio della politica buona, e dunque, all'occorrenza, puo'
e deve diventare una scelta trasversale rispetto agli
schieramenti, e invocabile in ogni legislatura''.
L'auspicio del presidente Cei in merito alle polemiche sul
laicismo delle ultime settimane e' che ''mettendo sempre
meglio a fuoco i compiti propri a ciascuno, possa crescere
nel nostro Paese una interpretazione piu' ricca e sempre meno
unidirezionale della laicita'''.
Non e' infatti necessario,
per Bagnasco, ''che un vivace pluralismo culturale debba
coincidere con un secolarismo aggressivo e intollerante, come
e' accaduto nei giorni scorsi''.
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