ABORTO: BAGNASCO, BENEFICA DISCUSSIONE SU PREVENZIONE E AIUTO A DONNE
Tra aborto e pena di morte ''non c'e'
Cei, nella sua prolusione all'assemblea permanente della Cei,
per affrontare il tema della moratoria sulle esecuzioni
capitali approvata dall'Onu e di quella sull'aborto proposta
da Giuliano Ferrara.
Una premessa che lo porta a concludere
che ''da parte della Chiesa'' non esiste alcuna
''intenzionalita' bellica'' su queste tematiche.
Tuttavia,
aggiunge il cardinale, per la Chiesa ''il delitto di aborto
e', come avverte il Concilio Vaticano II, abominevole di per
se', ed e' un'ingiustizia totale''.
Per questo motivo, secondo il presidente della Cei, ''come
non valutare benefica la discussione che, nel nostro Paese,
si e' aperta nel corso delle ultime settimane, e come non
essere grati a chi per primo, da parte laica, ha dato
evidenza pubblica alla contraddizione tra la moratoria che
c'e' e quella che fatichiamo tanto a riconoscere?''.
A trent'anni dall'approvazione della legge 194, secondo
Bagnasco la ''coscienza pubblica non ha 'naturalizzato'' il
ricorso all'aborto, ''che naturale non e''.
E' necessario
quindi, che la politica ''verifichi cio' che la legge,
intitolata alla 'tutela della maternita'', ha prodotto e cio'
che invece non si e' attivato di quanto prevede, soprattutto
in termini di prevenzione e di aiuto alle donne''.
Una
verifica da condurre senza escludere a priori ''almeno
l'aggiornamento di qualche punto della legge, pur continuando
noi Vescovi a dire che non ci puo' mai essere alcuna legge
giusta che ''regoli' l'aborto''.
Importante, ad esempio,
secondo il porporato, che si tenga conto delle nuove scoperte
scientifiche secondo le quali ''oltre le 22 settimane di
gestazione c'e' gia' qualche possibilita' di
sopravvivenza''.
Soprattutto, e' necessario, che i ''fondi previsti dalla
legge 194, all'art.
3, magari accresciuti da apporti delle
Regioni, siano dati in dotazione trasparente ai consultori e
ai centri, comunque si chiamino, di aiuto alla vita''.
asp/gc/alf