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ELEZIONI: DE MITA, PD INNOVA MA IN PEGGIO

Sul Pd fin ''dall'inizio ho espresso del paese costruendo il partito della democrazia in Italia. Queste erano le intenzioni.
Invece il percorso mi sembra che innovi rispetto alla crisi del sistema bipolare ma rischia di fare in peggio.
Non in meglio''.
Lo ha detto Ciriaco De Mita, intervenendo questa mattina a 'Panorama del giorno' di Maurizio Belpietro su Canale 5.
Belpietro - Lei ha detto che e' un partito personalistico che copia il modello americano che nulla ha a che fare con l'Italia. De Mita: ''Questa e' un po' la politica italiana.
A destra e a sinistra passiamo dal bipolarismo coatto al bipartitismo disciplinato con l'illusione che la disciplina sia la risposta alla politica.
La verita' e' un'altra.
La disciplina e' data dalla comune motivazione.
La gente sta insieme se e' convinta che le cose che si fanno sono la risposta ai problemi che si hanno''. Belpietro - Lei non e' convinto che questa sia la risposta. De Mita: ''Non mi pare.
Inseguiamo l'immagine, indichiamo i bisogni, ma la politica in generale, in Italia, e' estranea all'analisi delle questioni.
Del resto la storia ci insegna che la novita' politica e' un po' come la medicina.
Ha un impatto di attrito con la realta'.
Noi invece vediamo che i politici inseguono l'illusione, quasi ad alimentare la speranza senza che questa abbia radicamento.
Questa e' stata una preoccupazione che io mi porto dietro da tempo''.
Belpietro - Si dice che la sua rottura con Veltroni risalga addirittura al famoso discorso di Torino quando si candido' alla guida del Partito democratico. De Mita: ''Ripensandoci, con Veltroni ho avuto difficolta' a parlare da quando mi aveva mandato il testo del discorso di Torino e io gli avevo fatto una serie di osservazioni. Perche' la politica che critica l'esigenza ma non ne spiega le risposte, facilita la tecnica della comunicazione, da' l'illusione che in realta' si capisca.
In realta' si sorvola, i problemi rimangono irrisolti''. Belpietro - Lei ha compiuto ottant'anni.
Ha fatto 11 legislature.
Si candidera' per la dodicesima e con chi eventualmente? Con la 'Rosa bianca'?. De Mita: ''Il problema non e' candidarsi.
Io non ho il problema di candidarmi.
Io ho il problema di trovare uno spazio, un luogo, delle persone con cui discutere, con cui elaborare risposte.
La politica e' condivisione.
Noi vediamo da tempo politici che parlano da soli.
Come fossero messia che annunciano la verita'.
Se non ci rendiamo conto che dentro questo sistema la crisi della politica non da' risposte non andiamo lontani''. Belpietro - Casini ha lanciato un appello a tutte le forze ad unirsi.
Forse pensa anche a lei... De Mita: ''Non so a chi pensa Casini perche' non sono nella testa delle persone e francamente non mi interessa molto.
La cosa che mi interessa molto e' questa.
All'inizio della costruzione del Partito democratico avevo espresso la mia preferenza per la continuazione delle storie.
Devo dire con molta franchezza: la mia opinione e' che la continuazione della cultura storica della Democrazia Cristiana oggi possa essere una risposta alla domanda di novita' e di rinnovamento della politica italiana''. Belpietro - A lei non dispiace l'idea di una nuova Dc. De Mita: ''Il problema non e' quanto rende, ma il problema e' che propone.
I voti sono utili se si misurano con le idee.
I voti come quantita' non sono la democrazia''. red-leo/leo/alf