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PETROLIO: DALLO IEF ALLARME INVESTIMENTI MA L'OPEC RESPINGE LE ACCUSE

Paesi consumatori preoccupati per la di nuove risorse temendo 'un salto nel buio' finanziario di fronte ad una domanda incerta.
Questo il nodo che imprese e governi cercano di sciogliere a Roma nel corso dell'11* Interntional Energy Forum, partito ieri con la giornata dedicata alle grandi compagnie, che proseguira' oggi e domani con i ministri dell'energia di tutto il mondo.
Sullo sfondo la spinta della speculazione e gli effetti collaterali del caro greggio come il 'boom' dei biocarburanti che stanno sottraendo sempre piu' spazio all'agricoltura tradizionale mandando alle stelle i prezzi degli alimentari. L'Opec, ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani a margine dei lavori, ''ci chiede piu' leggibilita' e chiarezza sul fronte della domanda, noi temiamo la mancanza di sufficienti investimenti.
Bisogna che ci rassicuriamo reciprocamente: noi, dimostrando che sappiamo leggere meglio l'esigenza della domanda nei prossimi 10-15 anni, loro, insieme alle rispettive compagnie nazionali, facendo programmi di investimenti coerenti sugli investimenti''.
Anche perche', ha aggiunto ''non si puo' andare a tentoni su un tema di questo genere'' visto che ''sul prezzo all'origine ci sono l'incontro tra domanda e offerta ma anche fatti speculativi, psicologici e geopolitici''.
E propio per contrastare la speculazione, Bersani ha insistito sula necessita' che ''l'Ue si tenga nel cassetto un piano drastico di riduzione dei consumi, che abbia la capacita' di sviluppare una qualche nuova forma contrattualistica anche di tipo assicurativo e che si coordini meglio come un luogo di 500 milioni di consumatori perche' penso che sarebbe importante dare un segnale al mercato che non si puo' accettare qualsiasi prezzo''. I paesi produttori, da parte loro, insistono a respingere le accuse di essere dietro la corsa del prezzo del barile.
Lo stesso segretario generale dell'Opec, Abdullah al-Badri, ha ribadito che '''non dipende dai fondamentali'' del mercato, e cioe' dall'andamento di domanda e offerta, ma da '''fattori esterni'' come la continua debolezza del dollaro.
In quest'ottica, ha aggiunto, ''se l'Opec aggiunge piu' petrolio, non penso che aiutera' il mercato''.
Per Al-Badri, insomma, ''fino a quando ci sono altri fattori che influenzano il mercato noi pensiamo che i prezzi possano salire''. E di fattori esterni ha parlato anche l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, sottolineando il ruolo della speculazione nella corsa dei prezzi.
''Per ogni barile scambiato ce ne sono circa 100 di carta - ha detto - un fenomeno che non ha precedenti nel passato''.
''D'altra parte - ha aggiunto - chi investe deve avere la certezza che la domanda ci sia.
Ricordo che alla fine degli anni '90 c'era chi, come l'Economist, prevedeva che il petrolio sarebbe sceso a 5 dollari e questo non incentiva certo investimenti''.
Le previsioni di Eni e' per un prezzo in discesa intorno a 50-60 dollari al barile nei prossimi anni anche se ''in questo settore fare previsioni e' molto difficile''.
Quello che e' certo e' che ''oggi non ci sono problemi di fornitura sul mercato ma prezzi alti e un vento di speculazione''.
D'accordo il ministro dell'energia del Qatar, Abdullah Bin Hamad Al-Attiah.
''Siamo fiduciosi che non ci saranno problemi nella produzione - ha detto - tutta la domanda dei nostri clienti viene regolarmente soddisfatta. Credo che non ci sara' nessuna riunione a breve per valutare modifiche alla produzione''. L'elemento di preoccupazione seria, ha aggiunto - e' che ''il mondo corre il rischio di rimanere a corto di cibo.
Non si tratta piu' di aumenti di prezzo, ora stiamo rischiando di restare senza cibo sufficiente''.
Secondo Al-Attiah ''questo e' colpa essenzialmente dei biocarburanti perche' moltisime colture sono state trasformate da cibo a biocarburanti.
Certe volte mi chiedo se sia meglio guidare o mangiare.
Posso fermarmi con la macchina ma non posso smettere di mangiare. Il panico di questi giorni sul prezzo del riso, ad esempio, non e' dovuto a timori per il suo prezzo ma per la sua mancanza sul mercato''.
fgl/cam/rob