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MUTUI: CRISI ANNULLA SPREAD TRA TASSO FISSO E VARIABILE

La bolla dei mutui subprime cambia il infatti la forbice di costo tra i mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile.
Un fenomeno spiegato dalla corsa dei parametri a cui sono indicizzati i mutui a tasso variabile, in particolare i tassi Euribor. L'Euribor 1 mese viaggia a 4,34% ma all'inizio del 2008 si viaggiava sui 4,15%.
Stessa musica per l'Euribor a 3 mesi a quota 4,805% dai 4,30% di inizio anno.
Al contrario, l'Irs, intererest rate swap, che le banche usano per fissare i mutui a tasso fisso, continua ad orbitare a 4,80%. ''Dallo scorso agosto, il mercato interbancario percepisce una situazione di rischio a breve termine, l'Euribor sale e le rate dei mutui a tasso variabile divengono piu' care'', spiega Roberto Anedda, direttore marketing di Mutui OnLine. Secondo i dati di Mutui OnLine, il migliore mutuo a tasso fisso decennale di 100 mila euro, costa il 4,93%, mentre a tasso variabile costa il 5,07%.
Solo su scadenze da 15 a 30 anni, il tasso variabile diviene leggermente piu' conveniente del tasso fisso, ma si risparmiano appena 20 euro al mese. ''La crisi finanziaria ha annullato le differenze tra la raccolta bancaria a breve (Euribor) e quella a lungo termine (Irs) Per decenni, il mutuo a tasso fisso e' costato mediamente il 2-3% in piu' del tasso variabile.
Oggi la differenza media e' di appena lo 0,30%.
Poi, sulle scadenze piu' brevi, il fisso e' addirittura piu' conveniente del variabile.
Non a caso, circa 3/4 dei nuovi mutui sono a tasso fisso.
Le famiglie preferiscono una rata certa per tutta la durata del prestito piuttosto che scommettere sul futuro andamento del costo del denaro'', sottolinea Anedda. men/sam/bra