GOVERNO: CON L'ACCORDO BERLUSCONI-BOSSI SI DELINEA LA SQUADRA
Accordo fatto ieri ad Arcore tra il
ovvero le Riforme istituzionali per il 'senatur', il Viminale
per Roberto Maroni, l'Agricoltura per Luca Zaia (in subordine
Giampaolo Dozzo, veneto come Zaia).
Vicepremier, come Gianni
Letta, Roberto Calderoli, attualmente vicepresidente del
Senato.
Ottenuto cio' che voleva nel governo, Bossi ha allentato
la presa sulla Regione Lombardia dove dovrebbe restare
Roberto Formigoni (oggi e' in programma un incontro tra
Berlusconi, il 'governatore' lombardo) e Giancarlo Galan,
presidente della Regione Veneto ed anche lui eletto al Senato
come Formigoni.
Si delinea quindi la squadra di governo che sara' cosi'
composta (a meno di sorprese): con Berlusconi presidente del
Consiglio avremo due vicepremier, Letta e Calderoli.
Poi
Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni agli Interni,
Giulio Tremonti all'Economia, Ignazio La Russa alla Difesa,
Claudio Scajola alle Attivita' Produttive, Gianni Alemanno o
un altro esponente di An al Welfare, Altero Matteoli alle
Infrastrutture, Paolo Bonaiuti ai Beni Culturali, Sandro
Bondi all'Istruzione, Vittoria Brambilla all'Ambiente, Giulia
Bongiorno alla Giustizia, Luca Zaia all'Agricoltura.
Per cio' che concerne i ministeri senza portafoglio, detto
di Bossi alle Riforme, le Pari Opportunita' dovrebbero andare
a Stefania Prestigiacomo, i Rapporti con il Parlamento a Elio
Vito, l'Innovazione tecnologica a Lucio Stanca, le Politiche
comunitarie ad Adriana Poli Bortone, gli Affari regionali a
Mariastella Gelmini o ad un esponente del Mpa (Raffaele
Lombardo ha chiesto un ministro).
Ci saranno poi da riempire le caselle da viceministro e da
sottosegretario (in totale la squadra di governo deve avere
massimo sessanta componenti).
Come e' noto, poi, la
presidenza della Camera andra' a Gianfranco Fini mentre
quella del Senato ad un esponente di Fi ancora da definire.
Mentre Berlusconi pensa alla composizione del governo, che
sembra fatto, a Roma si sta consumando una 'feroce' battaglia
politica per il ballottaggio che interessa Comune e
Provincia.
E' soprattutto lo scontro per il Campidoglio tra
Francesco Rutelli (Pd) e Gianni Alemanno (Pdl) a catturare
l'attenzione.
Per il Partito democratico e' di vitale
importanza non perdere Roma, che significherebbe la sconfitta
del 'veltronismo' e quindi riaprirebbe i giochi dentro il Pd
dopo il buono ma non esaltante risultato delle politiche.
Il nuovo episodio di violenza ai danni di una donna,
sempre nei pressi di una stazione ferroviaria di Roma Nord e
sempre ad opera di un rumeno, ha riacceso i riflettori sul
problema della sicurezza nella Capitale.
E l'affondo di ieri
a 'mezz'ora' di Letizia Moratti contro il leader del Pd ha
contribuito a riportare all'attenzione dei romani il delicato
tema dei rapporti con gli extracomunitari ed i rom.
Chiaramente, mentre Rutelli cerca di minimizzare e afferma
che Roma ''e' una delle citta' piu' sicure d'Europa'',
Alemanno attacca il governo Prodi, del quale il suo
avversario e' vicepremier, per non aver saputo gestire
l'ingresso della Romania nell'Unione Europea.
leo/leo/lv