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IL CANDIDATO: BITTARELLI, SCENDETE DALLE AUTO BLU E SALITE SUI TAXI

''Orgoglioso'', per aver guidato la solo svantaggi per gli utenti, a partire dalle tariffe maggiorate del 18%''.
''Orgoglioso'', per rappresentare, al momento solo in veste di candidato, una categoria che non ha mai fatto capolino in Parlamento.
Loreno Bittarelli, umbro, classe 1960, leader della cooperativa romana 3570 e del sindacato nazionale Uritaxi, diciassettesimo nella lista del Pdl nel Lazio per il Senato, ci tiene a ricordare, in un'intervista all'Asca, ''l'importanza che una grossa coalizione abbia preso in considerazione un semplice tassista''.
Cosi' come preme a rimarcare la lettera di sostegno ''inviata a Berlusconi e Fini da 35 presidenti di Radiotaxi e da 20 leader provinciali del nostro sindacato''. E poco importa se la scelta del Popolo della liberta' sia stata contestata dal promotore delle liberalizzazioni nel governo Prodi, Pierluigi Bersani, ma soprattutto dall'ex sindaco di Roma, Walter Veltroni.
Anzi.
E dopo aver risposto per le rime, a caldo, rimarcando di essere stato ''contattato'' anche dal Pd e da alcuni ''emissari di Rutelli'' - vicenda smentita dai diretti interessati - Bittarelli, giornalista pubblicista, aggiunge un nuovo particolare.
''Loro protestano, ma non la dicono tutta'', spiega, ''visto che, per fare un esempio, ieri mattina mi e' arrivato, da parte di D'Alema e Rutelli, un invito per andare a cena con loro''. D.
Archiviate per un attimo le polemiche politiche, quale sara' il suo valore aggiunto? Su quale questione puntera' la sua azione all'interno del Pdl?. BITTARELLI: ''Innanzitutto, portare avanti le liberalizzazioni vere, quelle contro le grandi corporazioni, dalle banche alle assicurazioni, dall'energia alle autostrade, in modo da raggiungere l'obiettivo di abbassare i costi per l'utenza, garantendo al tempo stesso una maggiore qualita' del servizio.
Cambiare passo, dunque, rispetto alle finte liberalizzazioni di Bersani, ingiuste e sbagliate, che hanno colpito categorie come la nostra o come quella dei parrucchieri, che non ha prodotto alcun vantaggio''. D.
Al Senato, in caso di vittoria del Pdl, con il premio di maggioranza, nel Lazio dovrebbero venire eletti quindici parlamentari.
Lei e' due posti sotto il limite massimo: teme di non farcela? E se non entrasse a Palazzo Madama, potrebbe far parte della squadra di governo?. BITTARELLI: ''Andiamo con ordine.
Su entrambe le questioni, in ogni caso, nessun problema.
E' gia' tanto che ci sia stata la mia candidatura, motivo d'orgoglio per l'intera categoria. E poi, visto che ai primi posti in lista vi sono esponenti del calibro di Pera, Gasparri, Dini, Cursi, Cutrufo, che potrebbero entrare al governo, ci sarebbe spazio anche per me.
E allora, avro' modo di rispondere a chi oggi ironizza sul mio diciassettesimo posto.
Per quanto riguarda l'esecutivo, invece, non credo di poter avere al momento possibilita', anche se, ricordo, nel mio piccolo ho sempre dimostrato di portare avanti il mio lavoro con impegno e non mi sono mai tirato indietro dinanzi alle responsabilita'''. D.
Da Palazzo Madama al Campidoglio.
Se fosse assessore ai Trasporti e alla mobilita', quale sarebbe la sua ricetta per risolvere l'annosa questione del traffico?. BITTARELLI: ''Mi lasci fare una premessa.
A Roma avremo un ottimo sindaco, Gianni Alemanno, che sarebbe stato il mio ideale ministro di riferimento alle Attivita' produttive. Detto questo, credo che la chiave di svolta sia sempre quella di ascoltare tutte le categorie che vivono tutti i giorni il dramma dei parcheggi, avendo il coraggio politico di favorire a tutti i costi l'uso dei mezzi pubblici.
E in tema di costi della politica, avanzo una proposta: se l'uso delle auto blu non e' davvero necessario, pur correndo il rischio di essere accusato di conflitto d'interessi, dico che sarebbe meglio, per i nostri politici, salire su un taxi''. vlm/Gas/ss