MENOPAUSA: PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI PRIMA CAUSA MORTE DONNE OVER 50
Il 49% delle italiane in menopausa e'
sindrome metabolica.
La fine dell'eta' fertile porta con se'
ben piu' dei tipici disturbi (vampate di calore, sudorazioni
notturne, insonnia, irritabilita', depressione, ansia, calo
del desiderio sessuale): aumenta in maniera drammatica il
rischio di patologie cardiovascolari che dopo i 50 anni
rappresentano la prima causa di morte nella donna, circa il
42% del totale.
I maggiori esperti sono riuniti fino al 23 maggio a Madrid
per il 12* Congresso Mondiale della Menopausa, un
appuntamento che si ripete ogni tre anni, con l'obiettivo di
mettere a confronto studi clinici, evidenze scientifiche e
trattamenti terapeutici per migliorare la qualita' di vita
della donna in questa delicata fase della vita.
''La
menopausa non e' una malattia - spiega la prof.ssa Rossella
Nappi, ginecologa della Clinica Ostetrica-Ginecologica
dell'Universita' di Pavia -.
Si tratta pero' di un momento di
grande vulnerabilita' che giunge quando la donna e' ancora
attiva, nel pieno della vita lavorativa, sessuale e di
relazione.
Per questo abbiamo il dovere, come medici, di
intervenire per limitarne il piu' possibile i disturbi, con
trattamenti di tipo farmacologico e soprattutto migliorando
l'informazione alle nostre pazienti''.
Senza dubbio, uno fra i temi su cui vi e' ancora scarsa
consapevolezza sono proprio le patologie cardiovascolari:
''Il rischio nella donna in menopausa si puo' contenere -
commenta il prof.
Giuseppe Rosano, cardiologo Direttore del
Centro di Ricerca Clinica e Sperimentale dell' IRCCS San
Raffaele di Roma - .
In primo luogo con stili di vita sani,
attivita' fisica, dieta corretta, niente fumo, ma anche con
l'ausilio di farmaci.
La terapia ormonale sostitutiva, se
iniziata entro pochi anni dalla menopausa nelle donne che
presentano sintomi, riduce di circa il 35-50% il rischio
cardiovascolare.
In particolare, l'associazione
estro-progestinica con drospirenone si e' dimostrata la sola
efficace nel modulare la pressione arteriosa.
La abbassa (-9
mmHg la minima, - 12 mmHg la massima nelle ipertese) nelle
ipertese, ma l'utilizzo regolare anche in donne normotese
puo' avere effetti preventivi e limitare il numero di nuovi
casi di ipertensione.
Questi dati sono di estrema importanza
clinica, basti pensare che la diminuzione della pressione
arteriosa diastolica (minima) di 5mmHg si associa ad una
riduzione del 40% del rischio di morte per stroke e del 25%
per eventi cardiovascolari mentre una diminuzione di 2 mmHg
di pressione sistolica (massima), comporta una riduzione del
10% di stroke e del 7% per eventi cardiovascolari''.
res-mpd/mcc/lv