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ENERGIA: BIOCOMBUSTIBILI? OGGI SI FANNO ANCHE COI RIFIUTI

Energia pulita, rinnovabile e che non biomasse contenenti cellulosa ed anche da rifiuti, che per il 35% sono proprio composti di cellulosa.
Gli esperti internazionali riuniti a Venezia per il seminario ''Biofuels e sviluppo sostenibile'', organizzato dal Ministero dell' Ambiente, in collaborazione con la Harvard Kennedy School of Government e la Venice International University, sono unanimi nel considerare pericolosa la produzione dei biocombustibili da cereali come mais o grano. ''Ha ragione il ministro Tremonti - ha detto Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell' Ambiente e presidente della Global Bioenergy Partnership - nel sostenere che l'utilizzo del mais per la produzione di etanolo e' un vero e proprio delitto.
Proprio questa scelta ha creato negli Stati Uniti un aumento incontrollato del prezzo del mais con profonde ripercussioni sul mercato.
Il mercato dell'energia e' infatti un mercato piu' ampio del mercato agricolo Di conseguenza i prezzi dell' energia influenzano i prezzi agricoli con benefici per i produttori, ma a discapito dei consumatori e delle popolazioni povere''.
Secondo gli esperti la ricetta per superare questo conflitto tra produzione di energia e sicurezza alimentare va cercata nello sfruttamento di terreni marginali non competitivi con produzioni alimentari e nell'impiego di biocombustibili di seconda generazione. Inoltre l'uso a scopi energetici di rifiuti e materiali residui presenta un bilancio ecologico migliore di quello dei carburanti di origine fossile: da un lato perche' viene a mancare l'elevato impatto ambientale legato alla produzione delle materie prime e, dall'altro, perche' vengono ridotte le emissioni dovute al trattamento dei rifiuti. In Italia, come e' emerso nel corso del seminario, sta per essere realizzato il primo impianto di seconda generazione per la produzione di biocarburanti dalla ''canna gentile'' da cui si estrae la cellulosa. mpd/mcc/lv