USA: STAMPA CRITICA OBAMA PER RINUNCIA A FONDI PUBBLICI
Pioggia di critiche da
parte della stampa statunitense contro il candidato
democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, che ha annunciato
ieri la rinuncia ai finanziamenti pubblici per la campagna
elettorale in modo da non aver ''tetti'' alla spesa.
Il
senatore dell'Illinois, che in febbraio aveva detto di voler
chiedere al suo avversario un accordo per ricorrere solo ai
finanziamenti del Tesoro, ha cambiato idea dopo che, a fronte
degli 85 milioni di dollari che avrebbe ottenuto dalle casse
dello stato, e' riuscito a raccogliere la cifra di 265
milioni di dollari dai privati, stabilendo un autentico
record nella storia degli Stati Uniti e superando di gran
lunga i 96 milioni raccolti dal candidato repubblicano, John
McCain.
''Il suo sforzo di nascondere una promessa non mantenuta
dietro la scusa dell'attaccamento ai beni pubblici e'
qualcosa di difficile da accettare'', scrive il Washington
Post in un editoriale, facendo riferimento al fatto che Obama
ha giustificato la sua mossa con le difficolta' attraversate
dal sistema finanziario pubblico.
Il senatore, scrive ancora
il Post, ''aveva l'opportunita' di dimostrare di essere un
politico davvero diverso.
Ha fatto una scelta differente e
tutti possiamo capire perche': sta raccogliendo una montagna
di denaro''.
Il conservatore David Brooks, columnist del New York
Times, ha soprannominato il candidato democratico ''Fast
Eddie'', come il personaggio del celebre film ''Lo spaccone''
interpretato da Paul Newman.
''Abbiamo il dottor Barack,
l'uomo dai nobili sentimenti e dall'altra parte ecco Fast
Eddie Obama, quello che non mantiene le promesse, il duro, il
ragazzaccio cattivo di Chicago''.
Secondo Brooks, Obama e'
''il solo politico della nostra era che viene sottovalutato
perche' troppo intelligente.
Ha un modo di parlare cosi'
calmo e polisillabico che la gente non riesce ad apprezzare
la sua ambizione machiavellica''.
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