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UE: AVANTI COL TRATTATO.
SCONTRO BERLUSCONI-BARROSO SUI COMMISSARI


Il processo di ratifica del Trattato di Lisbona da parte dei Paesi che ancora non hanno provveduto deve continuare.
Anche se ogni decisione su quale sara' la strada da seguire dopo il 'no' irlandese alle nuove regole comunitarie dovrebbe essere presa sotto la presidenza francese, nel Consiglio europeo del prossimo mese di ottobre.
A questa conclusione e' giunto il Consiglio europeo, l'ultimo sotto la presidenza slovena, terminato oggi a Bruxelles.
Un vertice quindi - caratterizzato anche dallo 'scontro' Berlusconi-Barroso sulle esternazioni dei commissari europei - che non ha sciolto il nodo della crisi istituzionale apertasi con la posizione assunta dai cittadini irlandesi e che ha rimandato ad ottobre anche l'adozione di misure fiscali contro il caro petrolio, pur concordando i 27 sulla necessita' di introdurle.
Sul fronte degli aiuti alle famiglie e della moderazione salariale il presidente della Commissione Ue, Jose' Manuel Durao Barroso, ha annunciato l'incremento da 300 a 500 milioni di euro del fondo europeo a favore delle persone e delle famiglie piu' esposte al caro-vita e confermato il varo di misure urgenti per il salvataggio delle flotte da pesca europee e un programma di aiuto all'agricoltura dei Paesi in via di sviluppo.
Come previsto poi, dal primo gennaio 2009 la Slovacchia sara' il sedicesimo paese ad entrare in Eurolandia.
Dopo la Slovenia, la Slovacchia, entrata nell'Ue con l'allargamento del 2004, e' il secondo Paese dell'ex blocco comunista ad adottare la moneta unica.
Ma il vertice appena chiuso verra' anche ricordato come quello del rientro in Europa - dopo oltre due anni di lontananza - del presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi.
Un Berlusconi determinato, quello arrivato a Bruxelles, a proporsi come punto di riferimento per la politica comunitaria.
Non a caso, sia pure con fare scherzoso, oggi in conferenza stampa ha detto chiaramente: ''Con il mio arrivo cambia la musica''.
Non e' invece uno scherzo la contrapposizione, al limite forse dello scontro istituzionale, tra Berlusconi e la Commissione europea su quanto e quando i commissari europei debbano comunicare le loro decisioni e far conoscere i loro commenti su questa o su quella materia.
Non ci sta infatti il presidente della Commissione europea, Jose' Manuel Barroso a far passare l'istituzione che rappresenta per il ''segretariato'' degli Stati membri.
Il premier italiano aveva attaccato la Commissione e i suoi membri, accusandoli di essere in parte responsabili della sfiducia dei cittadini nei confronti dell'Europa.
''Siamo un'istituzione indipendente, non - ha ammonito Barroso - il segreteriato degli Stati membri''.
La Commissione europea, che secondo i trattati deve rappresentare l'interesse generale europeo, ''deve la sua credibilita' alla sua indipendenza e al fatto che non ha bisogno dell'autorizzazione degli Stati membri per agire''.
Berlusconi, dal canto suo, che ieri aveva detto che '''non credo che sia dovere dei commissari parlare'', annuncia che nel vertice Ue di ottobre sara' discusso il modo in cui la Commissione europea comunica all'opinione pubblica e alla stampa e che sara' presa una decisione.
In particolare il premier italiano ritiene che vada presa una decisione perche' gli argomenti delle 'esternazioni' dei commissari europei sulle procedure che riguardano i vari paesi ''vengono utilizzate dalle opposizioni di destra o di sinistra, non importa, per creare ostacoli all'azione di governo''.

Approfondimenti:
Forza Italia
Il sito Opec
Politiche Agricole
Il sito Europa
Il Governo Italiano