PAPA:UDIENZA,MI PIACCIONO CONFESSIONI SANT'AGOSTINO,DA LUI VERA LAICITA'
Doppia udienza oggi
sospensione della settimana scorsa, per permettere al
pontefice di partecipare insieme ai membri della Curia agli
esercizi spirituali per la quaresima, oggi sono circa 10.000
i pellegrini accorsi all'udienza generale del mercoledi',
troppi per entrare nell'aula Paolo VI.
Il Vaticano ha quindi
deciso di 'sdoppiare' l'udienza odierna, con una prima fase
in cui il papa ha salutato nella Basilica di San Pietro i
fedeli che non hanno trovato posto nell'aula, seguita
dall'udienza vera e propria.
In Basilica, il pontefice ha invitato i presenti, ''nella
consapevolezza che l'amore e' stile di vita che
contraddistingue il credente'', a non stancarsi ''di essere
ovunque testimoni di carita'''.
''Il cammino quaresimale che
stiamo percorrendo - ha aggiunto papa Ratzinger - sia
occasione favorevole di un deciso sforzo di conversione e di
rinnovamento spirituale per un risveglio alla fede autentica,
per un recupero salutare del rapporto con Dio e per un
impegno evangelico piu' generoso''.
Nel corso dell'udienza vera e propria, il pontefice ha
ripreso la sua serie di catechesi dedicate alla figura di
Sant'Agostino, concentrandosi in particolare sulle moltissime
opere del Padre della Chiesa: circa 1000 i suoi scritti, non
tutti arrivati fino a noi, a cui vanno aggiunte 300 lettere e
600 omelie sopravvissute su un corpus originario di oltre
3000.
Tra queste, il pontefice si e' soffermato in particolare
sulla Confessioni, testo di ''importanza capitale, non solo
per cristianesimo ma per storia cultura occidentale''.
Si
tratta, ha spiegato papa Ratzinger, di una ''autobiografia in
forma di un dialogo con Dio'', che mostra come la vita di
Agostino fosse ''concentrata su Dio e non dispersa in tante
cose''.
'Confessione', ha spiegato, aveva per il vescovo di
Ippona il doppio significato di ''ammissione delle proprie
debolezze e di lode di Dio, di riconoscimento del suo amore
che ci trasforma''.
Il libro di Agostino ebbe grandissimo
successo gia' durante la sua vita: ''Anche io - ha ammesso il
pontefice - sono uno di quei fratelli a cui piacciono le
Confessioni''.
Agostino, ha spiegato ancora il papa, era ''consapevole
della sua statura intellettuale ma, per lui, era piu'
importante portare messaggio cristiano ai semplici che
scrivere grandi opere teologiche''.
Eppure, ha aggiunto, un'altra delle sue opere, il De
Civitate Dei, e' capitale per la cultura di tutto l'Occidente
ed e' ''rilevante ancora oggi''.
Scritta dopo il sacco di
Roma da parte di Alarico nel 410, vuole rispondere a chi
accusava il Dio dei cristiani di non aver protetto la citta'
come avevano fatto per secoli gli Dei pagani.
''Un'obiezione
che toccava profondamente anche i cristiani'', ha spiegato il
pontefice, a cui Sant'Agostino risponde chiarendo quale sia
la ''vera relazione tra politica e fede, tra cosa dobbiamo
aspettarci da fede e cosa dal mondo, cosa sia la vera
laicita' e quale la competenza della Chiesa, quale la grande
vera speranza che ci dona la fede''.
''La storia - ha
concluso papa Ratzinger - e' segnata per Agostino dalla lotta
di due amori: l'amore di se' fino all'indifferenza di Dio e
amore di Dio fino all'indifferenza di se'''.
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