@®
Publiweb

@®
Publiweb


KOSOVO: SE NE PARLERA' DOMANI IN UDIENZA PAPA CON AMBASCIATORE SERBO

Si parlera' anche di Santa Sede di cui ricevera' le credenziali.
Nel corso dell'udienza con il pontefice, hanno rivelato fonti diplomatiche serbe all'ASCA, ''non potra' non essere sollevata la questione del Kosovo''. E d'altronde l'arrivo del nuovo ambasciatore serbo non poteva arrivare in un momento piu' significativo.
La Santa Sede, che pure era stata tra i primi Paesi a sancire la fine della Jugoslavia nel dicembre 1991 con il riconoscimento della Croazia, tiene oggi nei confronti de Kosovo una linea piu' cauta. In un articolo pubblicato nei giorni scorsi sull'Osservatore Romano, il direttore della Sala Stampa vaticana, p.
Federico Lombardi, ha spiegato l'atteggiamento della Santa Sede sulla difficile questione kosovara, ''che ha seguito e segue la vicenda - ha detto - con grande attenzione e con il piu' vivo auspicio che in questo momento delicato il senso di responsabilita' e lo spirito di pace prevalgano su ogni altro atteggiamento sia nei governanti sia nei popoli coinvolti''. ''La Santa Sede - spiegava Lombardi - si e' impegnata attivamente per la stabilita' e la pace nella regione, sostenendo un approccio che mirasse a evitare soluzioni imposte, e favorisse quindi negoziati diretti fra Belgrado e Pristina, per giungere a una soluzione realistica e rispettosa delle aspirazioni delle diverse parti''. Adesso, di fronte alla ''situazione nuova'' provocata dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza kosovara, ''crea - secondo Lombardi - una situazione nuova, che naturalmente verra' seguita con grande attenzione dalla Santa Sede, la quale dovra' anche valutare le eventuali richieste che le possano giungere in merito''. ''In questo momento - concludeva il direttore della Sala Stampa vaticana - la Santa Sede sente anzitutto la responsabilita' della sua missione morale e spirituale, che riguarda anche la pace e il buon ordine nei rapporti fra le nazioni, e quindi invita tutti, in particolare i responsabili politici della Serbia e del Kosovo, alla prudenza e alla moderazione, e chiede un impegno deciso e fattivo per scongiurare reazioni estremiste e derive violente, in modo che si creino fin d'ora le premesse per un futuro di rispetto, di riconciliazione e di collaborazione''. asp-gc/mcc/bra