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INDUSTRIA: ABETE, RICAMBIO GENERAZIONALE RICHIEDE RESPONSABILITA'

Chi ha colpa per la mancanza di va equamente suddivisa tra vecchi e giovani, come succede quando non si riesce a comunicare.
Ma il problema di fondo e' ''l'assunzione di responsabilita', e' l'accettare la competizione e le regole che la promuovono''.
Intervenendo alla presentazione del libro di Nunzia Penelope sul ricambio generazionale, Abete ha sottolineato che il motivo per cui la Confindustria ha retto come soggetto collettivo e' perche' nel '70 si e' data regole che impedivano il crearsi di rendite di posizione giustificate con il dare continuita' al potere. ''Il problema - dice Abete - non e' l'essere giovani o meno, ma e' il sistema che non ha regole di cambiamento''.
Si tratta di un problema all'interno del problema piu' generale della societa' italiana, che soffre di bassa mobilita' sociale, resa piu' difficile anche dal fatto che le nuove generazioni hanno un tasso di formazione inferiore a quello delle generazioni precedenti.
''E' evidente - ha detto - che la cultura generale del Paese va cambiata.
Ci vogliono regole di cambiamento, ci vuole una cultura della mobilita', una formazione premiante, e soprattutto - ha concluso - bisogna accettare di cambiare mestiere''.
Sullo stesso tema e' intervenuto anche Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato che ha protato una nota di speranza.
''Vedo segnali positivi - ha detto - non nelle istituzioni che sono vecchie, ma nel mondo che si muove, il mondo della cultura e del volontariato''. Saranno i giovani attivi in questi settori a costituire le nuove leve della leadership, e a cambiare il sistema attuale che si basa sulla cooptazione degli anziani. som/mcc/bra