'NDRANGHETA: GIOIA TAURO 'PORTO FRANCO' PER CRIMINALITA'
Il porto di Goia Tauro e la
'ndrangheta in Calabria con la prima infrastruttura divenuta
un vero e proprio ''porto franco'' della criminalita'
organizzata dove, ha spiegato il presidente della Commissione
parlamentare antimafia, Francesco Forgione, sui tre milioni
di containers che ogni anno vergono stoccati, solo un
''campione'' di 1.500 puo' essere controllato dalle forze di
polizia e dalle autorita' portuali.
Proprio a Gioia Tauro, poi, si legge sempre nella
relazione annuale predisposta dalla stessa Commissione
parlamentare, ''perdura il controllo diretto o indiretto
della 'ndrangheta su buona parte delle attivita' economiche
riconducibili all'area interessata e la capacita' delle
cosche i utilizzare le strutture portuali per traffici
illeciti e anche leciti di varia natura''.
Il porto, ha poi spiegato lo stesso Forgione, ''una delle
piu' importanti strutture del Mediterraneo, e' in gran parte
controllato dalla 'ndrangheta e da li' transita in buona
misura il contrabbando di tabacchi e il traffico di sostanze
stupefacenti''.
Per quanto riguarda, invece, la Salerno-Reggio Calabria
l'indagine sottolinea che ''le cosche, facendosi esse stesse
imprenditrici, o controllando in modo diffuso e capillare il
settore degli appalti e dei lavori pubblici e privati,
condizionano il mercato del lavoro'' e di conseguenza ''lo
stesso tessuto sociale ai livelli sia istituzionale che della
pubblica amministrazione''.
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