DIARIO ELETTORALE: PD, NESSUN CONTATTO CON ZAPATERO.
VELTRONI A MADRID
Anche in questa campagna elettorale,
centrosinistra.
La smentita viene direttamente dal loft del
Pd, la sede del quartier generale del partito: ''Nessun
contatto con Zapatero.
Non e' prevista nessuna manifestazione
elettorale con il premier spagnolo''.
A differenza delle
campagne elettorali dei socialdemocratici tedeschi nel 2005 e
dei socialisti francesi nel 2007, in quella del Pd non ci
sara' alcuna iniziativa con il premier spagnolo, confermato
nelle elezioni dello scorso 9 marzo e volto nuovo della
sinistra europea.
Ma sui rapporti tra Pd e socialisti spagnoli potrebbe
esserci alla fine una soluzione all'italiana.
Se infatti il
loft del Pd smentisce l'arrivo in Italia di Zapatero e
addirittura che ci fossero contatti con lo staff zapateriano
in questo senso, non si esclude pero' che possa essere
Veltroni a recarsi a Madrid per congratularsi per il successo
elettorale del leader socialista.
La data buona potrebbe
essere giovedi' 10 aprile, giornata in cui si insedia il
nuovo Parlamento spagnolo e si inaugura la legislatura.
Una
stretta di mano tra Veltroni e Zapatero a Madrid e non a Roma
e' ritenuta evidentemente meno compromettente.
Poche righe, in un comunicato ufficiale, mettono cosi'
fine alle indiscrezioni sulla manifestazione conclusiva della
campagna elettorale di Walter Veltroni che avrebbe dovuto
vedere la partecipazione di Zapatero e di Se'gole'ne Royal,
leader dei socialisti francesi e amica personale del
segretario del Pd.
Interpellati su questa eventualita',
avevano intanto espresso un laconico giudizio di ''non
opportunita''' alcuni leader della ex Margherita come
Antonello Soro, capogruppo a Montecitorio del Pd, Pierluigi
Castagnetti, vicepresidente della Camera, e Giuseppe Fioroni,
ministro della Pubblica istruzione.
Alla fine, ha prevalso la preoccupazione del Pd - avendo
Zapatero in Italia la paradossale immagine di una sorta di
Che Guevara del Mediterraneo - di non stressare il proprio
elettorato di centro, gia' messo a dura prova dopo l'accordo
con i radicali di Emma Bonino e Marco Pannella.
Non e' stata
quindi la considerazione di rinviare a tempi migliori la
riapertura del confronto sulla collocazione internazionale
del Pd (socialisti o liberali europei?) ad aver fatto
scartare l'idea di una iniziativa con Zapatero, quanto
piuttosto quella immediata di rassicurare l'elettorato
moderato.
A tirare un sospiro di sollievo per la decisione del Pd e'
lo stato maggiore della Sinistra-Arcobaleno di Fausto
Bertinotti, che ieri ha inaugurato la propria sede elettorale
in via Veneto a Roma.
Se Zapatero avesse benedetto la
campagna elettorale di Veltroni, c'era il pericolo di
spostare verso il Pd una fetta di elettori che vede nel
leader spagnolo l'alfiere dei diritti di cittadinanza e della
laicita'.
La preoccupazione di Bertinotti e' opposta a quella
del Pd: bisogna attrarre l'elettorato di sinistra, quello a
cui piace proprio la coerenza sui temi dei diritti e della
laicita' dello Stato.
gar/Gas/alf