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PRC: ''SERVE UNA NUOVA SINISTRA''.
VENDOLA SI CANDIDA A LEADER


Nichi Vendola, governatore della all'interno di Rifondazione e nell'area piu' vasta della sinistra radicale.
L'appuntamento per la presentazione del documento congressuale (''Il manifesto della rifondazione'') che reca come prima firma quella di Vendola era stato fissato alle 17, presso l'Alpheus, un locale giovanile alternativo che si trova a meta' strada tra i quartieri popolari del centro storico di Ostiense e Testaccio.
Ma l'Aplheus era gia' strapieno mezz'ora prima dell'arrivo di Vendola.
C'e' la folla delle grandi occasioni, composta da quella fetta di elettori che non ha piu' rappresentanza parlamentare, dopo che Sinistra-Arcobaleno non ha raggiunto il quorum del 4% alla Camera nelle recenti elezioni politiche.
''La destra - spiega subito Vendola - ha dato la risposta peggiore a problemi umani veri: cio' che va affrontato non e' l'emergenza sicurezza ma la solitudine e la paura dei ghetti metropolitani.
Vediamo di quali miracoli sara' capace Berlusconi a Napoli, dove la camorra incendia i rifiuti''. Scattano i primi applausi di una platea che ha bisogno di ritrovare l'entusiasmo.
''Ora dobbiamo impedire la lotta tra poveri sull'immigrazione e la trasformazione del sistema politico italiano dal bipolarismo al bipartitismo'', aggiunge con una stoccata polemica al Pd di Veltroni.
Quando qualcuno gli chiede quale devono essere i rapporti con il partito che invocando il ''voto utile'' ha finito per accaparrarsi quelli della sinistra radicale, lui risponde sicuro: ''Non penso di incontrare Veltroni, almeno per ora. Credo che non sia questo il tempo delle parole che si avvitano anche in gomitoli di furbizia.
Naturalmente l'interlocuzione con il Pd e' fondamentale, ma auspico che il Pd possa spostare il proprio asse a sinistra.
Oggi il rapporto e' quello di una contesa e di un conflitto molto aspro''.
Il conflitto a cui fa riferimento e' quello sulle questioni sociali, di cui - argomenta - non trova tracce nel tentativo di dialogo tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni ''avviatosi su temi istituzionali e sul tentativo di cambiare la legge proporzionale per le elezioni europee in modo da rendere piu' difficile la presenza di Rifondazione''. Prima che prenda la parola Vendola, si susseguono gli interventi di Giuliano Giuliani (il padre di Carlo, il ragazzo ucciso nel corso del G8 svoltosi a Genova nel 2001), Emiliano Smeriglio (assessore al lavoro della Provincia di Roma), Sandro Medici (presidente del Municipio X della capitale), Andrea Alzetta (nome di battaglia ''Tartan'', rappresentante dei Centri sociali romani, il candidato di Sinistra-Arcobaleno eletto con piu' preferenze nel Consiglio comunale di Roma).
Il governatore della Puglia ci tiene a risvegliare passioni e alterita' tra gli elettori di Rifondazione.
Per questo assicura che se sara' lui il nuovo segretario del Prc, il suo partito riprendera' la corsa verso il proprio rinnovamento culturale e riannodera' nuovi rapporti unitari ''per costruire una nuova sinistra'', evitando di chiudersi nel fortino di antiche certezze. L'impresa di Vendola non e' facile.
Sono infatti ben cinque le mozioni che si contendono i favori del congresso di Rifondazione che si terra' alla fine di luglio a Chianciano. Tra i suoi oppositori ci sono anche l'ex ministro Paolo Ferrero e Giovanni Russo Spena, ex capogruppo al Senato del Prc.
Chi non si riconosce nel documento congressuale di Vendola teme il superamento di Rifondazione come partito e non vorrebbe andare oltre una federazione unitaria con le altre forze della sinistra (Verdi, Pdci, Sinistra democratica).
Tra i fondatori del Prc fin dal momento dello scioglimento del Pci nel 1991, Vendola ha pero' dalla sua alcune caratteristiche che potrebbero imporlo come leader: cinquantenne, cattolico (ha partecipato recentemente ai festeggiamenti per l'anniversario della morte di Padre Pio), gay, autore di libri di poesie, innamorato della lezione letteraria di Pier Paolo Pasolini, gia' con alle spalle le esperienze di parlamentare e di presidente della Regione Puglia.
Forse e' l'unico dirigente di Rifondazione in grado di risvegliare gli entusiasmi con la sua oratoria a tutto tondo.
Su Vendola preme anche l'attualita' politica.
A Veltroni chiede ''gesti chiari e coraggiosi, se davvero vuole ricostruire il centrosinistra''.
E aggiunge: ''Con la sua deriva neocentrista e neomoderata, difficilmente puo' inglobare la nostra voce''.
Poi annuncia di avere in programma nei prossimi giorni un incontro con Claudio Fava, nuovo portavoce di Sinistra democratica, per stabilire modalita' unitarie in grado di far pesare l'opposizione della sinistra non rappresentata in Parlamento.
Conclude il suo intervento con la mano tesa verso chi in Rifondazione non la pensa come lui: ''Abbandoniamo il gergo militarista e l'odio, apriamoci all'esterno''. gar/mcc