CLUSTER BOMBS: SI APRE A DUBLINO CONFERENZA SU MESSA AL BANDO
I rappresentanti di un
'cluster bombs', o bombe a grappolo, considerate una delle
armi piu' letali per i civili coinvolti in un conflitto.
I colloqui, che si terranno allo stadio sportivo 'Croke
Park Gaelic', nella capitale irlandese, hanno come obiettivo
quello di raggiungere un patto che metta al bando
completamente l'uso, la produzione e lo stoccaggio delle
cluster bombs nei Paesi firmatari.
''I governi stanno discutendo della pericolosita' delle
bombe a grappolo da anni'', ha detto Grethe Ostern, leader
del gruppo 'Cluster Munitions Coalition' (CMC), prima
dell'apertura della conferenza.
''Ulteriori ritardi significherebbero nuovi feriti e nuove
vittime tra la gente comune.
Qui a Dublino, abbiamo
un'opportunita' unica per mettere al bando le cluster bombs.
Ora o mai piu''', ha dichiarato.
Secondo quanto riferito dall'agenzia Misna, i grandi
assenti a Dublino saranno Stati Uniti, Russia, India,
Pakistan e Israele.
La Conferenza, che si concludera' il 30
maggio, si inserisce nel processo iniziato nel febbraio 2007
a Oslo dove, convocati dalla Norvegia, 46 paesi, inclusa
l'Italia, avevano approvato una dichiarazione congiunta in
cui invocavano il divieto, a partire dal 2008, di
''utilizzare, produrre, trasferire e accumulare'' le bombe a
grappolo.
Le tre conferenze precedenti, tenute a Lima, Vienna e
Wellington, sono servite a redigere la proposta che sara'
presentata a Dublino e che sara' sottoposta al voto a Oslo a
dicembre.
Resistenze avanzate da Francia, Sudafrica, Germania,
Australia, Canada, Giappone e Gran Bretagna mirano alla
soppressione di un articolo che intende vietare agli Stati
che usano bombe a grappolo di partecipare ad operazioni
militari congiunte; solo gli Usa, secondo l'agenzia Misna che
cita la CMC, possiedono tra i 700 e gli 800 milioni di questi
ordigni, le cui vittime sono per almeno il 60% dei casi i
bambini; ogni bomba puo' contenere fino a 650 sub-munizioni
che, in base alle ricerche piu' accreditate, vengono
disseminate per un raggio di diverse centinaia di metri e
fino al 40% restano inesplose e pronte a detonare sul
terreno.
(Piu'Europa).
red/sam/alf