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GOVERNO: VIA ALLA MANOVRA ECONOMICA.
L'OPPOSIZIONE CHIUDE IL DIALOGO


Oggi alla Camera si discute del decreto Alitalia (il prestito straordinario dello Stato che permette di prendere tempo sul destino della compagnia aerea), mentre il Senato continua l'esame del ''pacchetto sicurezza'' (il voto finale e' previsto entro la settimana prossima).
Ma sullo sfondo a far discutere e' quella sorta di ''ritorno al passato'' che sembra ormai caratterizzare i rapporti tra maggioranza e opposizione.
I deputati del Pd che ieri lasciano l'Aula del Senato mentre si vota l'emendamento sul cosiddetto ''stop ai processi'', il leader dell'opposizione Walter Veltroni che si reca al Quirinale per spiegare al presidente Giorgio Napolitano le ragioni di chi ritiene spezzato il filo del dialogo, sono scene che riportano ad altre legislature.
Dopo il voto dello scorso 13 e 14 aprile, Silvio Berlusconi aveva dichiarato di voler inaugurare una nuova stagione politica e Veltroni gli aveva dato credito.
Il naufragio dei buoni propositi si e' verificato sui temi della giustizia.
Del nuovo scenario politico discutera' l'assemblea nazionale del Pd, fissata a Roma domani e dopodomani, ma intanto il governo sembra aver preso la rincorsa nelle sue scelte.
Ieri e' stata la volta della manovra economica triennale che la riunione del Consiglio dei ministri - secondo la testimonianza di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia - ha licenziato in pochi minuti, verificando un solido accordo della maggioranza.
Le parole chiave della manovra sono tagli, semplificazione, sviluppo.
Il valore e' pari al 34,8 miliardi di euro.
Gli strumenti tecnici sono un decreto e un disegno di legge per un totale di circa cento articoli.
Gli obiettivi sono 2,4 il rapporto deficit-pil e 0,5 la crescita del prodotto interno lordo.
E nel 2011 si prevede il pareggio del deficit.
Berlusconi e Tremonti, in conferenza stampa, sono apparsi molto soddisfatti.
Oggi i singoli ministri spiegheranno meglio i dettagli delle scelte che riguardano i propri dicasteri.
La decisione piu' a effetto l'ha spiegata il ministro Tremonti: ''Nella busta con la pensione dei singoli cittadini che non possono arrivare alla fine del mese sara' consegnata una specie di carta di credito prepagata con cui avranno agevolazioni per cibo, alimentari e bollette.
La carta sara' riservata e personale''.
Berlusconi ha illustrato che ''si e' fatto una manovra che dura tre anni per trasmettere un messaggio di serieta' e di un governo che decide''.
Per quanto riguarda i risparmi della spesa pubblica, si conferma il taglio di sei miliardi in tre anni per la sanita' e quello di 23,8 miliardi per gli enti locali.
Questa cifra, almeno per il momento, non comprende il taglio delle nove province e delle comunita' montane.
Saranno invece tagliati del 25% gli stipendi dei manager pubblici.
Confermata anche la cosiddetta ''Robin Hood tax'', la tassa sui petrolieri che dovrebbe garantire maggiori entrate per circa 4 miliardi di euro e che - assicura Tremonti - ''andranno tutti al sociale''.
Soddisfazione della Lega nord per l'avvio delle procedure che dovrebbero portare entro tempi brevi al ''federalismo fiscale'', obiettivo ritenuto strategico dal partito di Umberto Bossi.
L'opposizione giudica negativamente la manovra economica.
Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia, annuncia battaglia: ''Siamo di fronte a un fritto misto.
C'e' prima di tutto un problema di metodo: vogliamo capire da governo e dai presidenti delle Camere in che tempi e modi si pensa di discutere.
Non accetteremo strozzature nel dibattito parlamentare e non vogliamo neanche sentir parlare di fiducia''.
Diversa l'opinione degli industriali.
La Confindustria esprime un giudizio positivo sulla manovra soprattutto per il fatto che con il piano triennale viene confermato il pareggio di bilancio nel 2011 e perche' ''finalmente si parla in prevalenza di tagli delle spese piuttosto che di nuove entrate''.
Parzialmente insoddisfatti i sindacati, con sfumature di giudizio diverse tra Cgil, Cisl e Uil.
Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, e' il piu' scettico: ''La manovra e' tutta basata su tagli alla spesa.
Sarebbe stato meglio se ci fosse stato un maggior apporto alla lotta all'elusione e all'evasione fiscale''.
La fine del dialogo tra maggioranza e opposizione da oggi si misura dunque sulle scelte economiche.

Approfondimenti:
Il Governo Italiano
Prestiti Online
Sito Alitalia
Senato della Repubblica
Democratici di sinistra
Il Quirinale
Forza Italia
Credito on line
Ministero delle Finanze
Il sito dell'INPS
Ministero della Sanità
Organizzazione Mondiale della Sanità
Confindustria
Il sito CGIL
Il sito CISL