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PRODI: PACE E SVILUPPO TESSERE DI MOSAICO COMUNE

''La pace e lo sviluppo sono delinea il suo intervento alla conferenza sul tema 'pace e sviluppo', appunto, organizzata dalla Camera di commercio di Ravenna. Il premier attacca parlando della ''crescente importanza dell'Est'', ricordando i due principali avvenimenti degli ultimi venti anni: la caduta della cortina di ferro e la conseguente dissoluzione dell'ex Jugoslavia, e lo sviluppo dell'area del golfo, con particolare riferimento all'Asia.
Su questo ultimo punto, Prodi puntualizza come nessuno sia in grado oggi di anticipare la politica internazionale nei confronti di India e Cina, ad esempio, nei prossimi venti anni.
Di certo, afferma, ''siamo di fronte ad avvenimenti di grande importanza, tanto che su questo si gioca anche il nostro futuro''.
Eventi in ogni caso ''non negativi, ma solo grandi eventi''. Rapporti occidente-oriente a parte, per il presidente del Consiglio, ''non siamo vicini alla catastrofe'', nell'ambito dello scacchiere internazionale, come spesso - fa notare - si evincerebbe leggendo i giornali.
Anche se, ammette, ''e' vero che non mancano tragedie nel mondo: vedi Iraq, Medio Oriente, Pakistan, Iran, Kenya e Nigeria''. E non a caso Prodi focalizza poi la sua attenzione sul lungo e finora irrisolto conflitto che si vive in Medio Oriente, ''origine di tutte le tensioni e difficolta' del mondo'', lontano ancora dalla sua soluzione, anche se ''non va dimenticato il dialogo che si e' aperto tra le parti in causa''. Prodi si sofferma inoltre sul ruolo dell'Onu, ''su cui si basano le maggiori speranze internazionali, ma che purtroppo a volte testimonia una limitata efficacia.
Basti ricordare le difficolta' incontrate dal suo segretario per raccogliere risorse, elemosinare quasi, per progettare l'intervento in Darfur''. Il premier coglie l'occasione per ricordare poi la grande battaglia del governo italiano sulla moratoria delle Nazioni Unite contro la pena di morte, ''ottenuta - sottolinea - grazie alla spinta esclusivamente italiana''. Infine, gli aspetti economici.
''Il nostro Paese c'e' - assicura il presidente del Consiglio - e vi e' una grande trasformazione nel Paese, grazie alla quale abbiamo riguadagnato posizioni nell'ambito del commercio estero.
Con le nostre 3.000 imprese che stanno diventando globali, e che non hanno quindi solo un respiro europeo''.
Infine, puntualizza Prodi, grazie anche allo sviluppo continuo della nostra industria meccanica, ''in Europa si delinea oggi una forza industriale e mezza: ovvero, Germania piu' mezza Italia.
Mi riferisco alla parte del nord, perche' purtroppo il Mezzogiorno e' ancora fuori''. vlm/did/ss