MASTELLA: D'ALEMA, HA DIMOSTRATO DI ESSERE UNA PERSONA SERIA
(ASCA) - Roma, 19 gen - ''Una forzatura incomprensibile''
viene definita da Massimo D'Alema la disposizione degli
arresti domiciliari alla moglie di Mastella in una intervista
al 'Corriere della SEra' nella quale esprime solidarieta'
all'ex ministro di Giustizia sottolineando che si e'
comportato nella vicanda da ''persona seria''.
Alla domandsa su chi ha ragione, Mastella o i magistrati?
Stiamo tornando al '92, alla crisi della prima Repubblica?,
D'Alema ha risposto: ''Io credo sia stato completamente
sbagliato in questi anni il modo di impostare il confronto
tra politica e magistratura, tra mondo economico e
magistratura e cosi' via.
La chiave di interpretazione della
crisi come conflitto tra poteri, corporazioni, caste - in cui
quella piu' debole e' la casta eletta dal popolo, quella
politica - e' sbagliata.
Ed un'analisi errata, che per di
piu' eccita uno scontro corporativo, impedisce di trovare vie
d'uscita.
Io credo, viceversa, che ci sia una crisi della
classe dirigente del Paese, un prevalere di particolarismi, a
volte un venir meno della misura che e' anche un venir meno
del senso della responsabilita'.
Il problema, dunque, mi pare
piu' ampio e profondo.
Da questo punto di vista, mentre nel
'92 la magistratura appariva come l'indice del senso dello
Stato contro l'arroganza del ceto politico, oggi questa
raffigurazione apparirebbe semplicistica e spesso non
vera''.
D - Questa inchiesta, quella che ha coinvolto la famiglia
del ministro Mastella, la convince o no?.
D'ALEMA - ''Non conosco le carte.
Dalle ricostruzioni e
dalle dichiarazioni che ho ascoltato, gli arresti effettuati
mi sembrano una forzatura incomprensibile ''.
D - Aveva ragione Berlusconi quando voleva la separazione
delle carriere dei magistrati?.
D'ALEMA - ''Il punto non e' questo.
Anche perche' la
magistratura giudicante ha sempre dimostrato una notevole
autonomia e senso dell'equilibrio.
Non dimentichiamo che
molti di questi casi di cui si discute finiscono con
clamorose assoluzioni.
Naturalmente, a volte, senza che lo si
sappia e dopo aver rovinato la vita di una persona''.
D - Stavolta, il ministro della Giustizia ci ha rimesso il
posto.
D'ALEMA - ''Un atto di serieta' e responsabilita', tenuto
conto che Mastella aveva avuto una grande solidarieta' in
Parlamento, ben al di la' dei confini della maggioranza.
Ha
dimostrato, come in altre circostanze, di essere una persona
seria''.
D- Per il governo, comunque, e' un duro colpo in una
situazione gia' difficile di una maggioranza provata.
D'ALEMA - ''La maggioranza e' provata dal fatto di avere
numeri ristretti al Senato.
Proprio per questa condizione di
partenza, la sua tenuta finora risulta eccezionale.
E certo
c'e' una difficolta' del governo, c'e' un'opposizione divisa,
c'e' una legge elettorale sub iudice.
Ma io credo che
l'emergenza piu' grave che dobbiamo affrontare, pena il
rinchiudersi in un atteggiamento autoreferenziale, sia il
malessere sociale del Paese.
C'e' una sofferenza di tante
famiglie, in particolare quelle monoreddito e comunque di
lavoratori dipendenti.
Questa situazione rappresenta anche il
piu' grande freno allo sviluppo e al rilancio dell'economia.
Mentre recuperiamo competitivita' internazionale, anche in
settori di tecnologia avanzata-fenomeno che impressiona
all'estero- soffriamo di una contrazione dei consumi e di una
caduta di aspettative.
Allora e' essenziale un rilancio
dell'azione di governo, che coinvolga le forze fondamentali
del Paese, non in una logica di contrapposizione.
Occorre
intervenire sul potere d'acquisto, migliorare la condizione
delle famiglie, puntare sulla crescita della produttivita'.
Il governo dovrebbe promuovere un nuovo Patto tra le forze
fondamentali del Paese, mettendoci di suo una riduzione della
fiscalita' sul lavoro, che consenta un miglioramento delle
retribuzioni e un rilancio dell'innovazione e della
formazione, essenziali proprio per vincere la sfida della
competizione internazionale''.
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