L.
ELETTORALE: VELTRONI IMPRIME SVOLTA A CONFRONTO POLITICO
E' un week-end pieno di incognite e
sorti del governo.
Martedi' pomeriggio verra' messa ai voti,
nella Commissione Affari costituzionali, la seconda ''bozza
Bianco'' sulla riforma elettorale.
Mercoledi' verra' votata
in Aula la mozione di sfiducia nei confronti del ministro per
l'Ambiente presentata dall'opposizione: Pecoraro Scanio ha
l'indice puntato contro per lo scandalo dei rifiuti a Napoli
e in Campania.
Giovedi', infine, e' previsto il voto sulla
relazione sullo stato della giustizia presentata da Clemente
Mastella prima delle sue dimissioni da guardasigilli (l'Udeur
ha annunciato un proprio documento).
C'e' subito da segnalare un certo attivismo dei presidenti
di Camera e Senato.
Se Franco Marini, ancora questa mattina,
rilanciava la necessita' del dialogo sulla riforma
elettorale, Fausto Bertinotti - tornato venerdi' dal suo
viaggio ufficiale in America Latina - e' tra i principali
mediatori di una possibile soluzione politica su questo
argomento.
Per il presidente della Camera, che in mattinata
ha presentato nel cinema Quattro Fontane di Roma il film
''Signorina Effe'' di Wilma Labate in un dibattito con il
direttore di ''Repubblica'' Ezio Mauro, si dovrebbe evitare
il referendum sulla legge elettorale dando priorita' a una
soluzione parlamentare di riforma.
E' infatti il tema della
riforma elettorale ad assorbire le maggiori energie dei
leader rispetto alla ''questione Mastella'' e all'eventuale
voto di sfiducia nei confronti del ministro Pecoraro Scanio.
Le posizioni della vigilia, pur suscettibili di qualche
cambiamento, sono abbastanza chiare.
Silvio Berlusconi e
Forza Italia vorrebbero la crisi di governo ed elezioni
anticipate quanto prima (per questo hanno annunciato che
saranno a ranghi compatti al Senato per votare contro il
governo).
La subordinata e' il referendum sulla legge
elettorale, che dopo il via libera della Corte costituzionale
potrebbe svolgersi tra aprile e giugno.
Il Partito
democratico persegue l'accordo sulla riforma della legge
elettorale da siglare gia' martedi' prossimo (come
subordinata si impegnera' a favore del referendum), per poi
attendere cosa accadra' sul fronte del governo: un esecutivo
istituzionale potrebbe venire utile nel caso di una crisi
della maggioranza.
Rifondazione vede come fumo negli occhi
innanzitutto il referendum.
L'Udc di Pierferdinando Casini
mette al primo posto l'accordo sulla legge elettorale.
Alleanza nazionale opta per il referendum che non piace alla
Lega, come non piace ai cespugli della Cosa rossa (Verdi e
Pdci).
Ma ad imprimere una accelerazione al confronto ci ha
pensato Walter Veltroni con il suo intervento al seminario
dell'Associazione liberta' ed eguali, in corso di svolgimento
a Orvieto.
Il segretario del Pd, annunciando che il suo
partito si presentera' da solo nelle prossime elezioni
qualunque sia la legge elettorale e invitando Forza Italia a
fare altrettanto, ha decretato la morte dell'Unione come
alleanza di centrosinistra: il che, soprattutto in questo
momento, non aiuta di certo il governo.
La difesa del
dialogo con Berlusconi per siglare una riforma dell'attuale
legge elettorale prima del referendum potrebbe scontare la
crisi del governo Prodi (''Senza Berlusconi e le principali
forze politiche non si puo' fare una riforma'').
La reazione di Franco Giordano, segretario di
Rifondazione, alle parole di Veltroni e' stata fin troppo
misurata (''E' una scelta che rispetto, ma non credo che sia
il massimo per garantire l'attuale governo e in questo senso
il Partito democratico si dimostra il piu' potente fattore di
instabilita''').
Il problema e' che il Prc da' priorita'
assoluta all'accordo sulla riforma elettorale e poi
eventualmente alla formazione di un governo istituzionale.
L'obiettivo non e' pero' cosi' facile da raggiungere non solo
per i diktat di Berlusconi ma anche perche' a Verdi e Pdci
non piace la ''bozza Bianco'' che alza l'asticella del quorum
per accedere in Parlamento e Sinistra democratica appare
divisa sul che fare (Fabio Mussi concorda con la strategia di
Giordano, Cesare Salvi - che conduce la trattativa sulla
legge elettorale in Senato - e' meno convinto della bonta'
della ''bozza Bianco'').
Il segretario del Prc insiste
comunque con un estremo appello: ''Occorre uno scatto di
responsabilita' collettiva, al fine di garantire una legge
elettorale che emerga dalla bozza Bianco, e che proponga
rappresentanza plurale e reale governabilita' del paese''.
In questo tiro alla fune, Veltroni e Rifondazione
potrebbero ritrovarsi alleati nell'immediato - se Berlusconi
non dovesse rompere del tutto il dialogo sulla riforma
elettorale - e nemici in futuro, visto il de profundis
decretato dal Pd per l'Unione come alleanza di
centrosinistra.
''Far saltare oggi il tavolo - ha detto il
leader del Pd - significa far saltare non solo la legge
elettorale ma anche le riforme istituzionali che sono
collegate fra di loro.
Senza contare la necessita' di
riordinare anche i regolamenti parlamentari''.
Nel concreto, Rifondazione sarebbe disposta ad accettare
qualche altro ritocco alla ''bozza Bianco'' (forse il via
libera a un premio piu' consistente al partito vincente) pur
di evitare il referendum.
Se poi ci sara' una crisi di
governo (o sulla giustizia o sulla sfiducia al ministro
Pecoraro Scanio), si aprirebbero le porte a un governo
istituzionale che sulla base della riforma elettorale
dovrebbe riscrivere proprio i collegi elettorali e varare la
prossima legge finanziaria (ipotesi che da tempo piace a
Bertinotti).
In questo caso, pero', altra incognita, Forza
Italia farebbe parte del governo istituzionale? Alle elezioni
anticipate, se prevalesse questo scenario, si potrebbe andare
nel 2009, in concomitanza con quelle europee.
gar/did/