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GESUITI: PAPA NERO, TRASPARENZA E RIFLESSIONE SU VITA RELIGIOSA

In un'intervista che il prossimo incontro dei gesuiti di tutto il mondo fosse all'insegna della ''trasparenza'': ''Quando e' stata l'ultima volta - si chiedeva Nicolas, allora in qualita' di Presidente della Conferenza dei gesuiti dell'Asia orientale e dell'Oceania - che un grande leader e' stato capace di confessare gravi peccati in pubblico e di continuare poi a guidare il suo gregge, il suo paese o la sua Chiesa? Eppure, i gesuiti hanno sempre cominciato con un franco e onesto riconoscimento di cosa c'era che non andava, che mancava nelle nostre vite, di cosa era stato distorto o ferito nel nostro spirito, di cosa aveva bisogno di conversione, rinnovamento o radicale riforma.
Spero sinceramente che saremo in grado di farlo ancora una volta''. Per p.
Nicolas, un'altra delle sfide che i gesuiti dovevano affrontare era quella della capacita' di essere realistici.
Durante l'ultima Congregazione ''decidemmo di affrontare 46 argomenti, lavorarci sopra per tre mesi, produrre 26 documenti e discutere e approvare solennemente 416 norme complementari.
Non e' quindi sorprendente che si arrivo' ad una crisi: crisi di contenuti, di gestione, e di speranza.
Spero ardentemente che la prossima volta saremo realisti su quello che una Congregazione puo' fare dignitosamente, e su quello che deve lasciare nelle mani del prossimo Padre Generale e del suo staff''. Quanto al futuro della Compagnia, p.
Nicolas, subito prima della Congregazione generale, aveva detto di sentire ''in maniera imprecisa e difficile da definire, che c'e' qualcosa di importante nella nostra vita religiosa a cui dobbiamo prestare maggiore attenzione''.
''La domanda per noi - proseguiva - deve essere: e' sufficiente essere soddisfatti della nostra vita e migliorare il nostro servizio e ministero? Non c'e' un fattore importante nella percezione del popolo (vox populi) che ci dovrebbe portare a qualche riflessione profonda sulla vita religiosa di oggi? Come mai suscitiamo cosi' tanta ammirazione e sono cosi' pochi a seguirci? Quindi, spero che inizieremo un processo di riflessione dinamica e aperta sulla nostra vita religiosa che potrebbe cominciare la ri-creazione della Compagnia per il tempo di oggi, non solo per quello che riguarda i nostri servizi ma, soprattutto, per quel che riguarda la nostra testimonianza, personale e comunitaria, alla Chiesa e al mondo''. asp/did/