GESUITI: P.
NICOLAS, ''PAPA NERO' NEL SEGNO DI ARRUPE E DELL'ASIA
Parla cinque lingue,
esperienza di governo all'interno del suo Ordine, ma la sua
unica esperienza significativa a Roma risale ai tempi degli
studi all'Universita' Gregoriana, alla fine degli anni '60:
e' questo il ritratto di p.
Adolfo Nicolas, il nuovo ''papa
nero', il Preposito Generale dei gesuiti che la 35.esima
Congregazione Generale dell'ordine piu' numeroso (circa i
20.000 membri) della Chiesa cattolica ha eletto oggi.
Una scelta che puo' essere letta come una risposta
all'invito rivolto da papa Benedetto XVI al Superiore uscente
della Compagnia di Gesu', p.
Hans Kolvenbach.
Il pontefice
aveva chiesto ai gesuiti di '''riaffermare, nello spirito di
sant'Ignazio, la propria totale adesione alla dottrina
cattolica, in particolare su punti nevralgici oggi fortemente
attaccati dalla cultura secolare, come ad esempio la
relazione tra Cristo e le religioni, alcuni aspetti della
teologia della liberazione e vari punti della morale
sessuale, soprattutto per quel che riguarda
l'indissolubilita' del matrimonio e la pastorale delle
persone omosessuali''.
P.
Nicolas, che ha vissuto per 46 anni in Giappone, e' un
sostenitore dell'importanza dell' ''inculturazione', della
capacita' cioe' da parte della Chiesa cattolica di saper
immergere la propria dottrina nella cultura e nella
tradizione dei paesi dove si impianta, senza identificare il
modello occidentale con la fede stessa.
'''L'Asia - aveva
detto p.
Nicolas in un'intervista di qualche anno fa - ha
molto da offrire alla Chiesa, a tutta la Chiesa.
Forse -
aggiungeva - non siamo stati abbastanza coraggiosi, non ci
siamo presi i rischi necessari''.
Nel corso della sua vita, p.
Nicolas ha anche avuto
qualche piccolo ''incidente' con l'autorita' ecclesiastica:
una volta, ad esempio, con il nunzio apostolico in Giappone;
un'altra, secondo quanto riferisce John Allen del quotidiano
statunitense '''National Catholic Reporter'', quando il suo
nome non venne accettato dal Vaticano come rettore della
Pontifica Universita' Gregoriana, il glorioso istituto
accademico gestito a Roma dai gesuiti.
Eleggendo il 72enne p.
Nicolas, i gesuiti non hanno certo
operato una scelta di rottura con il Vaticano.
Ma la scelta
di un teologo testimonia la volonta' di porsi in ascolto e in
dialogo, sullo stesso piano, rispetto alle ''osservazioni'
che arrivano dalla Curia e dal papa, che negli ultimi anni
hanno colpito numerosi teologi gesuiti, da p.
Jacques Dupuis
a p.
Jon Sobrino.
Inoltre, l'eta' avanzata del nuovo Padre
generale fa pensare, da parte della Compagnia, al desiderio
di un generalato piu' breve rispetto a quello di p.
Kolvenbach, durato circa un quarto di secolo.
Il nuovo
Preposito ha anche una grande esperienza di governo
all'interno dell'Ordine, per essere stato prima superiore
della provincia giapponese e poi moderatore della Conferenza
dei gesuiti di Asia Orientale e Oceania, ma e' sempre stato
lontano dai ''palazzi' della Curia romana.
Soprattutto, scegliendo p.
Nicolas i gesuiti hanno scelto
di ''guardare ad est', all'Asia, il Continente dove adesso
sono piu' numerosi e con offre (per loro come per tutta la
Chiesa) le piu' grandi possibilita' di crescito e occasioni
di fermento e innovazione; oltre, naturalmente, a grandi aree
di poverta' e bisogno dove i gesuiti sono presenti con le
loro capillari organizzazioni assistenziali e umanitarie.
La scelta dell'Asia, inoltre, sembra voler riaprire il
discorso chiuso con la brusca fine del generalato di p.
Pedro
Arrupe, dimessosi nel 1981 in seguito ad un ictus in un clima
di grande tensione tra la Compagnia di Gesu' e il Vaticano:
significativamente, p.
Nicolas ha insegnato nella stessa
universita' di p.
Arrupe, la Sophia University di Tokyo.
asp/did/ss