DRAGHI TRANQUILLIZZA SUI MUTUI E CHIEDE TAGLIO SPESA PER RIDURRE TASSE
Con il suo ormai noto stile austero e
che segna anche la fine del periodo di liquidita' abbondante
e bassa volatilita'.
L'esplosione della crisi dei mutui
subprime in America ha trasformato l'ottimismo sulle
potenzialita' della finanza in pessimismo che ''contagia
l'economia reale''.
Dal palco dell'assemblea del Fiorex a bari, Draghi
fornisce la fotografia della situazione, sottolinea gli
elementi di criticita' ma al tempo stesso tranquilliza il
paese sul capitolo dei mutui.
''Non c'e' un allarme mutui'',
il sistema finanziario e' solido nonostante le turbolenze sui
mercati finanziari.
Le turbolenze che stanno scuotendo il mondo della finanza
dalla scorsa estate accompagnano contribuiscono al
''rallentamento dell'economia mondiale''.
E gli effetti si
scontano anche per l'Italia.
''Gli indicatori congiunturali
segnalano un rallentamento per l'economia italiana'': la
dinamica del pil ''si attenua considerevolmente; per
quest'anno e il successivo tornerebbe al di sotto della
crescita potenziale, a sua volta bassa nel confronto
internazionale''.
Draghi indica che ''il divario di crescita nei confronti
degli altri paesi dell'area euro torna ad aumentare''.
Ecco
allora che Draghi torna a sottolineare la necessita' di
puntare sulla produttivita'.
''Continua a mancare o scatto
strutturale della produttivita'.
Ne soffre non solo il
confrontio competitivo, ma anche il pitere di acquisto dei
lavoratori e delle famiglie, quindi i consumi''.
Le parole del governatore assumono un particolare
significato nel momento in cui governo e parti sociali hanno
iniziato a discutere sul tema dei redditi.
''Nell'ultimo
decennio la crescita del reddito disponibile pro-capite -
continua Draghi - al netto dell'inflazione e' stata modesta,
soprattutto per la dinamica stagnante della produttivita'''.
Il dibattito sul tema della politica economica e'
incentrato sulla riduzione del peso del fisco.
Draghi indica
che ''riduzioni delle imposte hanno un effetto positivo sui
consumi e sul prodotto, soprattutto se mirate alle famiglie
con i redditi piu' bassi, che hanno una propensione al
consumo piu' elevata, anche se nella spesa di queste famiglie
hanno un peso significativo beni ad alta intensita' di
importazione.
Ma e' solo la crescita dell'efficienza
produttiva e dell'offerta di lavoro che offre sostegno
duraturo allo sviluppo''.
Servono dunque interventi di tipo strutturale, che
consentano di aumentare la produttivita', consentendo
all'Azienda Italia di coglierne i frutti nel tempo.
Interventi strutturali ma anche coerenti con il quadro della
finanza pubblica.
''Eventuali misure di sgravio fiscale -
afferma il governatore - esplicano appieno il loro pitenziale
sull'economia solo se non portano a un aumento del debito
pubblico: nel nostro caso, se sono compensate da diminuzioni
della spesa corrente, che resta molto elevata''.
I conti pubblici migliorano, l'incidenza sul pil delle
spese primarie correnti e' diminuita, ma la pressione fiscale
e' ancora aumentata, gli investimenti pubblici sono aumentati
meno del prodotto, la spesa per interessi e' crescita
fortemente.
Il governatore sottolinea l'importanza che ''il
processo di riduzione del disavanzo continui nel 2008''.
La situazione dell'economia internazionale e' delicata,
''il rallentanmento richiede attenzione perche' si innesta su
una debolezza di fondo''.
''E' questa che adobbiamo
affrontare: occorre vedere con chiarezza i nodi strutturali
per scioglierli''.
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