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DARFUR: RAID AEREI AL CONFINE CON IL CIAD, UNHCR RITIRA AIUTI UMANITARI

L'agenzia Onu per i rifugiati stata presa dall'Unhcr in seguiti ai bombardamenti aerei in Darfur avvenuti nella notte scorsa. ''Si sono susseguiti dei bombardamenti aerei per tutta la notte fino a questa mattina nel Darfur occidentale, al confine con il Ciad.
Questi ultimi sviluppi hanno obbligato l'Unhcr a sospendere l'operato della squadra incaricata di evacuare i rifugiati dell'area di Birak (nel sud-est del Ciad) lontano dal rischioso confine''.
Lo ha dichiarato la portavoce dell'Agenzia dell'Onu, Jennifer Pagonis.
Sette rifugiati hanno oltrepassato il confine con il Ciad portando con loro una donna di 55 anni che ha perso entrambi gli arti inferiori durante un presunto bombardamento nel campo profughi di Aro Sharow, nei pressi dell'area di Jebel Moon.
La donna e' morta poco dopo nel centro sanitario di Birak. ''Non abbiamo altri dettagli riguardanti il presunto raid aereo.
Questo sottolinea la situazione estremamente vulnerabile dei profughi e degli operatori umanitari che si trovano li' in loro aiuto'', ha aggiunto la portavoce. Il Primo ministro del Ciad, Delwa Kassire Coumakoye, ha dichiarato che l'afflusso nel Paese dei rifugiati scappati dal Darfur occidentale lo scorso 8 febbraio (10.000 secondo l'Unhcr) e' ''deleterio per la nostra gente''.
Attualmente N'Djamena ha dato asilo ad oltre 240.000 rifugiati. (Piu'Europa). reds