CUBA: CANDIDATI ALLA CASA BIANCA, ANCORA LUNGA STRADA PER DEMOCRAZIA
Con un occhio alla potente
le dimissioni di Castro entrano di peso anche nella campagna
elettorale per la corsa alla casa Bianca.
I candidati alla
successione di George W.
Bushn giudicano insuffficiente per
un'affermazione della democrazia a Cuba il passo compiuto dal
lider maximo.
''Si tratta di un primo passo essenziale, ma
tristemente non e' sufficiente per riportare la liberta' a
Cuba'', e' stato il commento di Barack Obama, secondo il
quale il futuro dell'isola ''dovrebbe essere determinato dal
popolo cubano e non da una successione anti-democratica
decisa dal regime''.
Secondo il candidato repubblicano John McCain, le
dimissioni di Castro ''sono attese da quasi mezzo secolo'' e
la ''liberta' del popolo cubano non e' di certo a portata di
mano, visto che i fratelli Castro intendono chiaramente
mantenere le mani sul potere''.
Secondo Mccain, ''la
democrazia a Cuba e' inevitabile, e' solo un problema di
quando accadra', non certo di se''.
L'ex first lady Hillary Clinton, avversaria di Obama sul
fronte dei democratici, ha affidato il suo commento ad un
comunicato, nel quale sottolinea come la nuova leadership
cubana dovra' fare i conti con ''le fallimentari politiche
del passato'' e dovra' affrontare ''uno storico passo per
portare Cuba nella comunita' delle nazioni democratiche''.
Parlando in Ohio nel corso della campagna elettorale, la
Clinton ha anche indirettamente definito possibile un
alleggerimento dell'embergo nei confronti di Cuba: ''Di
sicuro il popolo degli Stati Uniti vorra' incontrare un nuovo
governo, parlare di cosa va cambiato e verificare la volonta'
di questo nuovo governo di cambiare''.
(Piu'Europa).
uda