MONTEZEMOLO E LE ''CONVERGENZE PARALLELE'' (COMMENTO)
Il voto ha privilegiato partiti come
quali la sicurezza e l'onesta'.
Nel convegno confindustriale
di venerdi' scorso il presidente uscente Luca Cordero di
Montezemolo incoraggiato forse da questi risultati elettorali
ha rivolto pesantissime accuse ai sindacati colpevoli della
inflessibilita' del sistema economico italiano.
Pietro
Ichino, giuslavorista eletto nelle file del Pd, noto, per le
sue opinioni anticonformiste, nel sottolineare che il sistema
di relazioni industriali funziona male ha sollecitato un
cambiamento anche nella Confindustria, incapace in questi
ultimi anni di ''fare la sponda al sindacalismo migliore''.
E' un fatto che partiti, sindacati e Confindustria debbano
fare i conti con un ritardo nelle interpretazioni dei
cambiamenti dell'ultimo decennio che hanno sancito la
definitiva uscita dal ''900''.
E che se ne prenda atto a
tutti i livelli di ''rappresentanza'' puo' gia' essere
d'auspicio per un rapido riposizionamento verso le nuove
istanze sociali piu' rivolte alla qualita' della vita
piuttosto che alla lotta di classe.
Nell'epoca della globalizzazione al di la' degli interessi
di parte ci sono degli obiettivi diventati per forza comuni.
Ed e' dimostrato che la pace, la crescita economica e la
sicurezza si raggiungono in misura proporzionale alla
determinazione e alla concordia fra le parti sociali e
politiche.
Forse piu' che accusare ''l'altro'', Montezemolo avrebbe
dovuto evocare quella sorta di ''convergenze parallele'' di
morotea memoria estendendole dalla politica alla societa'
civile, che potrebbero essere oggi la migliore ricetta per
raggiungere quei punti di crescita che ci separano dai
partners europei o per una vita meno rischiosa nelle nostre
citta' e per i nostri figli.
cls/min/ss