TIBET: VIAN, IL PAPA ANCORA NON HA ANCORA PARLATO MA IL VATICANO SI'
Con un'intervista al quotidiano
repressione cinese in Tibet.
''Non si e' pronunciato fino ad ora.
Nei prossimi giorni
-spiega Vian- e' possibile che invece questo avvenga.
Mercoledi' c'e' l'udienza generale e un'occasione potrebbe
essere quella, ma anche il venerdi' santo o lo stesso giorno
di Pasqua potrebbero costituire occasioni favorevoli per un
eventuale intervento di Benedetto XVI''.
''La Santa Sede -continua Vian- e' tradizionalmente
prudente, e poi trovo prematuro aprire una polemica come
qualcuno ha gia' fatto e anticipare delle conclusioni.
Anche
perche' non e' affatto vero che il Vaticano taccia o abbia
taciuto sul Tibet.
Ci sono i mezzi di comunicazione vaticani
che si esprimono: il quotidiano, la radio, la sala stampa.
La
Santa sede agisce, ma pondera i modi dell'azione''.
''Lo stesso Dalai Lama -afferma ancora Vian- di fronte
alla proposta di boicottare le Olimpiadi in Cina ha detto che
non e' opportuna.
Le azioni hanno sempre delle conseguenze.
E' difficile allora valutare e giudicare i silenzi del Papa.
Contatti diplomatici potrebbero avere effetti piu' efficaci
di prese di posizione pubbliche.
Del resto le polemiche sul
silenzio dei papi non sono nuove.
Gia' nell'aprile del 1939
Mounier si interrogava sul silenzio di Pio XII a proposito
dell'aggressione italiana in Albania.
Gli ambienti polacchi a
Londra poi accusavano la Santa Sede di avere dimenticato la
Polonia.
Su questo poi si e' innestata la propaganda
sovietica...
Ma oggi sappiamo che quei silenzi non erano
tali''.
Il Vaticano teme anche per la possibilita' di rappresaglie
sui cristiani in Cina? ''C'e' questo aspetto e ce ne sono
altri -risponde il direttore de L'Osservatore romano- ma il
silenzio, ripeto, non deve trarre in inganno.
I canali
informativi sono sempre aperti''.
Vian ricorda poi che la Cina e' un paese ''sul quale il
Vaticano ha da diversi decenni uno sguardo molto attento.
Certo, dopo il 1949 con l'espulsione del nunzio si sono
moltiplicate le persecuzioni.
Ma ora ci sono molte relazioni
ed e' bene che continuino.
Da parte sua l'Osservatore Romano
non ha mai mancato di pubblicare notizie dalla Cina sui
religiosi perseguitati con storie di autentico martirio.
Rispetto al fuoco di paglia delle esternazioni, che possono
attirare lodi di superficie e mettere in quiete la coscienza,
e' piu' efficace mantenere la brace accesa''.
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