TIBET: FRA I GOVERNI REGNA LA CAUTELA, MA IL MONDO SCENDE IN PIAZZA
Cautela. Questa la risposta
rinnovano il loro appello affinche' cinesi e tibetani
blocchino immediatamente gli scontri, nelle strade fioccano
le proteste di solidarieta' alla popolazione del Tetto del
Mondo.
I leader tibetani in esilio confermano la morte di un
centinaio di persone, vittime delle proteste anti-cinesi, e
chiesto l'avvio di un'inchiesta internazionale.
Pechino,
invece, nega quest'ultimo bilancio accusando ''la cricca del
Dalai Lama'' vero artefice delle violenze.
Le Nazioni Unite si sono mostrate riluttanti nel giudicare
quanto successo, probabilmente per la pesante influenza della
Cina nello scacchiere mondiale e all'interno del Consiglio di
Sicurezza, ma il leader dell'Onu Ban Ki-moon ha chiesto
pubblicamente al governo di Pechino di ''evitare ulteriori
confronti e violenze''.
Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ieri
aveva invitato la Cina ad aprire i colloqui con il leader
spirituale tibetano mentre l'Unione Europea ha espresso
preoccupazione.
La Russia si distacca da queste posizioni
dichiarando che la crisi tibetana e' ''affare interno'' della
Cina.
Tutt'altra reazione quella della gente che, scesa nelle
piazze di tutto il mondo, sta protestando contro l'autorita'
di Pechino.
In Australia come in Germania alcuni
manifestanti, radunati davanti ai consolati cinesi, hanno
bruciato le bandiere dell'ex Impero celeste inneggiando ad un
''Tibet libero''.
Anche a Londra un centinaio di persone
hanno protestato davanti all'ambasciata cinese in supporto
dei tibetani.
A New York 21 attivisti tibetani, tra cui due monaci
buddhisti, sono stati arrestati davanti al quartier generale
delle Nazioni Unite per aver bloccato il traffico in una
delle principali strade della citta'.
Le autorita' di Washington hanno aumentato le misure di
sicurezza nei pressi dell'ambasciata cinese dopo che il muro
era stato sporcato di vernice rossa e i vetri delle finestre
frantumati.
Almeno 59 persone sono state arrestate in Nepal dopo che
la polizia ha lanciato gas lacrimogeni nel tentativo di
disperdere la folla.
Infine poco fa, circa un migliaio di
persone ha manifestato fuori la sede del Comitato Olimpico
Internazionale (Cio) a Losanna, in Svizzera, a favore del
Tibet.
(Piu'Europa).
red