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UE: TORNA A BRUXELLES BERLUSCONI PREMIER, CON PATATA BOLLENTE IRLANDA

Un Consiglio europeo delicato quello che si apre domani a Bruxelles.
Il vertice vedra' riuniti, per la prima volta dopo lo shock del 'no' irlandese al Trattato di Lisbona, i capi di Stato e di governo dell'Unione europea, per trovare una chiave interpretativa di quel voto e permettere all'Europa di proseguire il cammino verso un'integrazione, anche politica.
Il summit e' importante anche per l'Italia.
Segna infatti il rientro sulla scena europea di Silvio Berlusconi, che torna a Bruxelles da premier dopo due anni di opposizione, impegnato ad affrontare il risorto 'euroscetticismo', con uno dei suoi piu' importanti alleati, la Lega Nord, intenzionata a opporsi in Aula alla prossima approvazione del ddl che adotta il Trattato di riforma delle istituzioni Ue.
Il testo del Trattato di Lisbona, al quale si e' pervenuti dopo la bocciatura del Trattato per la Costituzione europea bocciata nel 2005 dai referendum olandese e francese, riduce le materie da approvare all'unanimita' e assume la formula della doppia maggioranza per adottare le leggi.
Inoltre, raggruppa gli strumenti di politica estera comune, per potenziare il ruolo dell'Europa nel mondo.
Prevede infine la nomina di un presidente a rotazione, non piu' ogni sei mesi ma ogni due anni, e che l'Alto rappresentante per la Politica estera e di difesa assuma anche la carica di vicepresidente della Commissione.
Oggi intanto, per discutere di Europa, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato il premier Berlusconi in partenza per Bruxelles, per una colazione di lavoro al Quirinale.
All'incontro erano presenti tra gli altri, anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, dell'Interno Roberto Maroni, della Giustizia Angelino Alfano e delle Politiche Comunitarie Andrea Ronchi.
Alla vigilia della due-giorni nella capitale belga si e' fatto sentire con forza anche il presidente della Commissione europea, Jose' Manuel Barroso, per il quale il 'no' irlandese ''non deve rappresentare un pretesto perche' la Ue cada nella trappola dell'eccessiva introspezione istituzionale''.
In sostanza, un invito al Consiglio europeo di domani e venerdi' ad occuparsi di temi urgenti, a partire dalla crescita esponenziale dei prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari, dimostrando cosi' che lo stop dell'Irlanda al Trattato di Lisbona ''non segna la fine dell'Europa''.
Per il Vecchio continente si profila cosi' uno scenario di compromesso che puo' prendere almeno due strade: rispolverare l'idea dell'Europa a due velocita', con un 'club' di paesi privilegiati che danno la linea e gli altri che quando pronti si mettono in regola; proporre ai paesi che non concordano pienamente con quanto deciso a Lisbona di restare fuori dall'Europa fino a che non maturi una diversa volonta'.
Quel che e' certo e' che, per ora, come dichiarato dallo stesso Barroso dopo lo shock irlandese, la Ue va avanti con le ratifiche.
Ne mancano nove, (otto se oggi il Parlamento inglese adotta, come previsto, il Trattato in via definitiva e in terza lettura), ma nessuna di queste avverra' per via referendaria, come in Irlanda dove la Costituzione prevede questo iter.
Ratifiche che si presentano tutte meno rischiose, dunque.
Dal I gennaio 2009 pero', la Ue non si presentera' nella sua nuova veste e arrivera' alle elezioni di giugno per il Parlamento europeo presumibilmente spaccata.

Approfondimenti:
Forza Italia
Il Governo Italiano
Il Quirinale
Il sito Opec
La Camera dei Deputati