SENATO: PD, DDL COSTITUZIONALE CONTRO MODIFICHE DI FORZATURA AI DECRETI
A seguito della vicenda
dell'inserimento degli emendamenti 'salvapremier' nel decreto
sulle misure di sicurezza, la cui conversione e' stata votata
oggi al Senato, il Partito Democratico ha deciso di
presentare un disegno di legge per una modifica
costituzionale.
Lo scopo e' quello di evitare che le norme
inserite nei decreti (da convertire in legge) siano sottratte
al sindacato del presidente della Repubblica costretto, oggi,
a promulgare o respingere il testo completo.
Con la proposta di modifica, il cui primo firmatario e' il
costituzionalista Stefano Ceccanti, il capo dello Stato puo'
rinviare al parlamento anche solo una o piu' parti della
legge e approvare il resto.
In sostanza la modifica proposta all'articolo 74 della
Costituzione tende a vanificare inserimenti di comodo,
presntati all'ultimo per evitare l'esame preventivo del
presidente della Repubblica.
Questo il testo di presentazione ad ddl che si avvale di
un solo articolo.
''La recente vicenda degli emendamenti al decreto
sicurezza, inseriti con il consenso del Governo, scavalcando
sia il controllo preventivo del Presidente della Repubblica
sia quello della Commissione Affari Costituzionali -si legge
nella relazione-, ha contribuito ad evidenziare la rigidita'
dell'attuale meccanismo di rinvio presidenziale delle leggi
che lascia al Presidente della Repubblica solo l'alternativa
tra il rinvio dell'intera legge o la sua promulgazione
integrale.
Il problema si pone con particolare delicatezza per le
leggi di conversione dei decreti-legge.
In tal caso la
Presidenza della Repubblica, che ha gia' dato il suo assenso
alla presentazione del decreto, valutando sia i requisiti di
necessita' e urgenza sia la sua omogeneita', si trova spesso,
nel caso di inserimento di discusse disposizioni ulteriori,
anche per le diverse prassi tra le due Camere, a dover
scegliere tra due opzioni entrambe riduttive: far decadere
insieme a queste ultime disposizioni discusse anche quelle
originariamente controfirmate, oppure dover approvare le
prime pur di non mettere in questione anche le seconde.
Tali problemi si sono altresi' posti anche per altre leggi
come la Finanziaria che, analogamente alle leggi di
conversione, disponendo di un iter privilegiato, sono
particolarmente esposte all'inserimento di contenuti
disorganici o imprecisi o di dubbia costituzionalita'.
Pertanto appare quanto mai opportuno che inserisca
nell'art.
74 la possibilita' per il Presidente di rinviare
anche parti di una legge, analogamente a quanto previsto per
il referendum abrogativo e a quanto puo' fare la Corte
costituzionale.
Appare altresi' conseguente lasciare al
Presidente, in caso di rinvio parziale, la facolta' di
procedere alla promulgazione della parte non impugnata
qualora il Capo dello Stato reputi che le disposizioni in
essa contenute siano separabili dalle altre impugnate o, in
caso di non separabilita', la facolta' di non promulgarla per
intero.
Ecco il testo del disegno di legge di modifica.
Art.
1.
1.
L'articolo 74 della Costituzione e' sostituito dal
seguente: ''Il Presidente della Repubblica, prima di
promulgare una legge puo', con messaggio motivato alle Camere
chiedere una nuova deliberazione sulla legge o su parti di
essa.
Nel caso in cui richieda una nuova deliberazione su
parte della legge puo' promulgare la parte non impugnata, ove
questa possa autonomamente sussistere.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, il Presidente
deve promulgarla.
Qualora sia stata rinviata alle Camere una parte e solo essa
non sia stata promulgata, il Presidente deve promulgarla dopo
la nuova approvazione.
Qualora sia stata rinviata alle Camere una parte e l'intera
legge non sia stata promulgata, il Presidente, dopo la nuova
approvazione della parte rinviata, deve promulgare l'intera
legge''.
Approfondimenti:
Senato della Repubblica
Il sito del Governo
La Camera dei Deputati