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PD: FRANCESCHINI: NON SIAMO ANCORA IL PARTITO CHE VORREMMO ESSERE

''Non siamo ancora il partito che vorremmo, ci stiamo lavorando, pero' abbiamo la certezza di aver chiuso l'epoca delle ammucchiate politiche costruite solo in funzione della distruzione dell'avversario.
C'e' qualcuno che vuole tornare a quella babele di linguaggi nel Centrosinistra, a quelle liti continue? In Parlamento gia' ci siamo opposti agli errori della maggioranza, come e' accaduto su Rete4 e Alitalia.
E contemporaneamente teniamo aperto un canale di dialogo per stabilire regole comuni''.
Lo afferma il vicesegretario del Pd Dario Franceschini in una intervista al settimanale 'Famiglia cristiana'.
D - D'Alema costituisce una corrente, Rutelli drammatizza la questione dell'appartenenza europea, fra i cattolici cofondatori c'e' disagio...
FRANCESCHINI - ''Aver fatto un grande partito che aggrega un terzo di italiani significa aver rinunciato a una formazione fondata su una sola identita'.
La sfida e' proprio quella di trasformare le diversita' nella ricchezza di una proposta politica utile al Paese''.
D - Su alcune importanti questioni e' innegabile che le differenze fra di voi ci siano, e non di poco conto...
FRANCESCHINI - ''Sui temi piu' difficili ci confrontiamo per cercare una soluzione senza erigere barriere.
Questo vale per i cattolici e per i laici, ma guai se proprio i cattolici rinunciano a parlare con tutti.
Non stava scritto da nessuna parte che 15 anni dopo la fine della Dc ci sarebbe stata ancora una componente politica organizzata di cattolici cosi' forte, numerosa e riconoscibile come quella che sta nel Pd.
Io rivendico i meriti di un gruppo dirigente che, dopo aver attraversato tutte le vicissitudini di questi 15 anni, e' vivo, forte e capace di fondare con altri soggetti riformisti un grande partito.
Lo dico perche' se leggo i giornali sembra che il tema sia solo quello della presenza dei radicali nel Pd, quasi noi fossimo di passaggio''.
D - O non in grado di impedire la deriva laicista innescata dai radicali...
FRANCESCHINI - ''I radicali non fanno parte del Pd e non partecipano alla sua costituzione, ne' sono nel ''Governo ombra''.
Giusto o sbagliato che sia, sono stati ospitati nel Pd, hanno una loro delegazione nei gruppi parlamentari, Emma Bonino e' vicepresidente del Senato''.
D - Nei due giorni di Costituente affronterete il nodo dei rapporti con la Chiesa e lo stesso concetto di laicita'?.
FRANCESCHINI - ''Per i cattolici democratici la conquista della propria autonomia e' patrimonio acquisito da un secolo, semmai vedo nei laici un atteggiamento eccessivo verso la Chiesa.
La Chiesa e i vescovi italiani intervengono nel dibattito politico e sociale in Italia come in tutti i Paesi del mondo.
Pero', forse per un antico riflesso, quando la Chiesa esprime un'opinione che non si condivide, scatta l'accusa di interferenza, come nel caso della procreazione assistita; quando, invece, l'opinione e' condivisa si applaude.
O e' sempre interferenza o non lo e' mai.
E non lo e' mai''.
D - Con la caduta del Governo Prodi, e' tramontata l'ultima leadership dei cattolici democratici?.
FRANCESCHINI - ''La stagione nella quale serviva un leader moderato e cattolico per traghettare la sinistra al Governo e' finita.
La leadership, adesso, la si guadagna sulla qualita' e sulla capacita' di proposta politica.
E si compete senza alcun privilegio di appartenenza''.

Approfondimenti:
La Camera dei Deputati
Sito Alitalia
Democratici di sinistra
Democratici per l'ulivo
Il Governo Italiano
Senato della Repubblica